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Pd ligure, candidato unitario o rinvio a maggio. Su Genova ultimi tentativi per evitare le primarie

Candidatura di Vattuone indebolita dal caos nazionale, ma il partito genovese è concentrato sulle primarie

Genova. Entro sabato il Pd regionale dovrà tirar fuori le candidature in vista del congresso regionale, una fatica in più nel marasma che ha avvolto il partito dopo l’assemblea nazionale di ieri con lo strappo annunciato ma non ancora formalizzato di parte della minoranza (quello ormai praticamente certo di Enrico Rossi ma anche dei bersaniani) e il ministro Orlando che ha annunciato di essere pronto a candidarsi alla guida del partito nazionale in alternativa a Renzi se questo servirà ad evitare la scissione.

Il Pd ligure, che la sua scissione interna l’ha vissuta due anni fa con le primarie per le regionali tenta di aggrappassi alla ‘via unitaria al congresso’ nonostante la candidatura del senatore Vito Vattuone appaia indebolita dall’incrociarsi delle problematiche nazionali con quelle regionali e con la scelta del candidato sindaco per Genova, sarà su di lui che il partito proverà a convergere. Se così non sarà allora si potrebbe tentare la carta del rinvio del congresso per ‘appaiarlo’ a quello nazionale.

Perché l’alternativa, prevista dal regolamento approvato oggi dalla commissione di garanzia parla chiaro: primarie aperte il 26 marzo se non si troverà un candidato unitario che potrà invece essere nominato circa una settimana prima, tra il 15 e il 18 marzo.

Se così non sarà si tenterà la via estrema della richiesta di un rinvio. E potrebbe essere lo stesso guardasigilli Andrea Orlando a chiedere il rinvio a maggio per evitare l’ennesima campagna divisoria locale se deciderà davvero di candidarsi per fare l’anti-Renzi in quel che resterà del Pd. In quel caso i due congressi, quello nazionale e quello regionale potrebbero tenersi in contemporanea anche perché due tornare di gazebo e primarie sarebbero troppo anche per gli ormai attoniti elettori del Pd.

Ma il partito genovese, è inutile dirlo, è al momento preoccupato soprattutto dalle comunali che si terranno probabilmente a giugno. “Nonostante la scissione sia indubbiamente un ostacolo – spiega il segretario genovese Alessandro Terrile – continuiamo a lavorare per un’alleanza ampia e una candidatura unitaria”. Oggi Terrile ha convocato la segreteria alle 18 per fissare la data della direzione provinciale che dovrà definitivamente stabilire come andare avanti: le primarie sembrano più vicine (con il duo Bernini-Tullo per la sinistra e il trio Arata-Piazza-Regazzoni per i renziani). Tutti vogliono evitarle ma come e soprattutto grazie a chi al momento non è chiaro