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Montecontessa, l’interrogazione che fa insorgere gli animalisti: #iostoconilcanile

Genova. “L’interrogazione del consigliere Balleari ci sembra solo un modo banale ma insidioso di strumentalizzare, per propri scopi personali, il mondo animalista, si dà il caso, però, che, nel goffo tentativo di svilire l’amministrazione comunale in carica, chi viene diffamata è l’associazione U.n.a che questo canile lo gestisce da anni con amore cura ed impegno quotidiani”.

L’associazione U.n.a Onlus, che gestisce il canile di Montecontessa sulle alture di Sestri Ponente, rimanda al mittente (lo stesso Balleari) le accuse e rilancia: “Le avremmo risposto in modo tempestivo e puntuale, con tutta la documentazione necessaria a fornire chiarimenti oggettivi e inconfutabili. Se non vorrà accogliere il nostro invito La comprenderemmo: pubblicare uno spot su Facebook è molto più facile economico e veloce, no? A tutti gli altri comuni mortali, trasmettiamo il nostro accorato invito: venite a trovarci,  stiamo facendo del nostro meglio e faremo sempre di più , anche con il vostro aiuto e sostegno”.

Immediato il tam tam sui social e una vera e propria campagna di sostegno: sulla pagina Facebook della Una Onlus nasce l’album “Il canile che vogliamo”, centinaia di foto, di persone che hanno messo il loro volto (o quello dei loro amici a quattro zampe) per dire: “Io sto con il canile, Io sto con Una Onlus”.

Ma cosa è successo? I fatti. Il consigliere Balleari qualche giorno fa posta sul suo profilo quella che sarà un’interrogazione a sua firma: “La situazione del canile e gattile civico di Monte Contessa è, a dir poco, aberrante: senza il minimo rispetto dovuto ai cani e gatti li ricoverati che, invece di essere trattati come si deve, vengono trattati come bestie e mancanza di rispetto anche nei confronti dei Genovesi che invece si dimostrano straordinariamente generosi con chi si trova in difficoltà animali compresi. Un plauso personale, ma mi auguro di tutti, ai volontari che assistono gli animali con amore e passione cercando di sopperire alle mancanze della struttura”.

Segue un vero e proprio manifestino elettorale: “Il Comune di Genova lascia che gli animali vengano trattati come bestie senza far nulla”, seguito dall’hashtag #Ballearisindaco. La volontà politica del candidato in pectore per Fratelli d’Italia nella corsa a Tursi, è evidente.

Ma non fa breccia nel mondo animalista anzi. Ne scaturisce una guerra virtuale a colpi di Facebook. L’associazione U.n.a Onlus replica con la campagna #ilcanilechevogliamo “Uniti contro chi vuole strumentalizzare questa realtà! Perché noi stiamo con il canile, noi stiamo con U.n.a. onlus, noi stiamo con Sara, Simona, Alessandra, Aldo e Alessandro”, e una frecciata: “le immagini si ritoccano, la realtà no” con riferimento al canile lager sul manifesto di Balleari.

Non finisce qui. Sulla bacheca del vicepresidente del consiglio comunale si alimenta, ancora oggi, la discussione tra le parti.

“Ho ricevuto una denuncia da diverse persone circa lo stato del canile e queste denunce, oltre che essere circostanziate, provengono da persone che non hanno, almeno per quanto ne so io, secondi fini e quindi le ho accolte – la contro replica di Balleari – Sulla base di quelle denunzie ho fatto una semplice domanda a chi è il vero gestore del canile: il comune di Genova e attendo risposta. Non sono il tipo di persona e di politico che ricorre ai mezzucci acchiappa like o acchiappa voti, la mia preoccupazione è sincera e se anche solo la metà delle cose che mi sono state riferite sono vere vanno posti dei seri rimedi”.

Poi la precisazione sui volontari a cui va l’“applauso per la cura e la passione che mettono nel loro impegno e quindi io sono il primo a stare dalla tua, dalla vostra parte”.

Come se ne esce? “Accolgo la provocazione – scrive ancora oggi Balleari rispondendo alla volontaria che ha pubblicato un post sul suo profilo – verrò a fare un sopralluogo a sorpresa per verificare quanto mi è stato riferito, dopo aver avuto anche la risposta dal Comune di Genova ovviamente, e se la situazione sarà diversa da come mi hanno riferito allora sarà mia cura e mio piacere fare le mie pubbliche scuse da dove sono parte le mie pubbliche accuse”.

Immediato il “consiglio spassionato” di Simona, la volontaria: “Si tolga i mocassini ed il tailleur, indossi qualcosa di comodo che si possa sporcare e venga a fare un giro in Via Rollino 92 … magari le scuse, prima che pubbliche, potrebbe doverle fare a chi attualmente sta dedicando la propria vita al bene di chi purtroppo non ha voce”.