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L’Università di Genova tra i vincitori del Premio Merck in Neurologia

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Genova. Il progetto presentato dalla Professoressa Maria Pia Sormani dell’Università di Genova tra i vincitori della 1° Edizione del Premio Merck in Neurologia: guanti con sensori per la diagnosi del danno funzionale della mano. La premiazione è avvenuta oggi durante l’evento “Innovazione tecnologica e salute: videogames e wearable devices per il paziente con Sclerosi Multipla”, tenutosi presso Palazzo Giureconsulti a Milano.

Il Bando di concorso, rivolto a enti universitari e ospedalieri, IRCSS e associazioni pazienti di tutta Italia e patrocinato dalla Società Italiana di Neurologia (SIN), è dedicato alle nuove tecnologie e all’approccio multidisciplinare, con lo scopo di migliorare la gestione clinica e la qualità di vita dei pazienti con Sclerosi Multipla (SM).

“L’innovazione tecnologica risulta sempre più funzionale per migliorare la gestione clinica del paziente con Sclerosi Multipla. In questo senso il Premio Merck in Neurologia quest’anno ha voluto promuovere le migliori iniziative che vanno proprio in questa direzione – afferma il Prof. Leandro Provinciali, Presidente della Società Italiana di Neurologia e Presidente della Commissione giudicatrice del Premio. – Entrambi i progetti sviluppano soluzioni che supportano il neurologo nella gestione clinica della malattia, in un’ottica di lungo periodo. In particolare, questi progetti potenziano l’attività del neurologo, migliorando la connessione tra i diversi interlocutori e semplificando i processi, con un impatto positivo a lungo termine sulla qualità di vita dei pazienti con Sclerosi Multipla”.

Alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova un gruppo di giovani Ingegneri ha messo a punto un guanto fatto di un tessuto che conduce i segnali elettrici, che vengono trasmessi al computer. È possibile quindi misurare vari parametri mentre un soggetto esegue dei semplici compiti come tamburellare le dita seguendo un metronomo, o cercando di sincronizzare le due mani. Tra questi parametri ad esempio, il ritardo del tocco rispetto al suono del metronomo, o lo sfasamento tra le due mani. Sono misure finissime, non visibili ad occhio (parliamo di millisecondi) ma che si sono dimostrate molto sensibili nel differenziare ad esempio pazienti con SM e disabilità nulla dai soggetti sani.

Il progetto si prefigge di misurare le variazioni nel tempo di questi parametri del guanto in un gruppo di pazienti con SM, correlandole ad altre misure di disabilità motoria e cognitiva, per valutare il possibile uso di questo strumento in studi prospettici. Questo progetto dunque, consentirà di valutare se questo guanto potrà essere uno strumento utile ad avere misure quantitative fini di disabilità, che potrebbero accelerare i tempi necessari e testare l’efficacia dei farmaci.