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Liguria, Vattuone e Paita replicano a D’Alema: “Che bassezze. Quanti elettori Pd danneggiati da lui?”

Liguria. “D’Alema mi vuole querelare per avere detto che ci ha rubato i sogni e che dividendo la sinistra con la scissione aiuta destra e 5 stelle. Giudicate voi”. Così Raffaella Paita replica sui social alle affermazioni rilasciate ieri sera da Massimo D’Alema a Savona, nel corso di un’intervista presso la Sala Rossa del Comune.

Di fronte alle accuse di Paita (“D’Alema ci ha rubato i sogni per 20 anni, ogni volta che il centrosinistra ha fallito c’era il suo zampino”) il politico ieri sera ha replicato duramente: “Se le sue affermazioni saranno confermate sono pronto a denunciarla per diffamazione”. Questa mattina la breve ma chiara risposta di Paita, che ha invitato gli elettori a “giudicare loro stessi” queste affermazioni. Con un avvertimento: “Fatelo con ironia – si raccomanda Paita – lasciando a D’Alema il suo livore”.

“Ho cercato sul codice penale il reato ‘furto di sogni’, ma non l’ho trovato – prosegue Paita con sarcasmo – Forse bisognerebbe chiedere un consulto a Harry Potter. Piuttosto, a prendere la vicenda con ironia, potrebbe essere promossa una class action degli elettori del Pd che si sentono danneggiati da D’Alema per il fallimento di tutte le occasioni storiche del centrosinistra”.

Alla “minaccia” di querela di D’Alema ha replicato questa mattina anche Vito Vattuone, segretario regionale “in pectore (è l’unico candidato). “La fase politica a sinistra tra congresso e scissioni non può non avere anche asprezze politiche, ci mancherebbe – ammette – Invito però tutti a non trascendere. L’asprezza politica è una cosa, le accuse al limite della diffamazione sono altra cosa”.

“Massimo D’Alema ha risposto a considerazioni di Raffaella Paita, che stavano nella cornice del dissenso politico, in maniera irricevibile – sbotta Vattuone – Sostenere che Raffaella Paita, alla quale ribadiamo la nostra vicinanza, è andata a cercare voti di un sindaco in odore di ‘ndrangheta (quando è a tutti noto che le accuse al sindaco sono arrivate ben dopo il periodo elettorale ed essendo del tutto evidente che, ovviamente, la stessa Paita non era a conoscenza dei rapporti intercorrenti tra i politici ed i presunti affiliati alla ‘ndrangheta) è una bassezza che qualifica chi la compie”.

“Non ci faremo trascinare da D’Alema in una rissa – conclude Vattuone – Ha scelto lui di andare via dal Pd. Liberamente. Nessuno lo ha costretto. Ora lasci perdere il Pd e si occupi del suo nascente movimento”.