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“La Patrona degli Emigranti”: mostra al museo Diocesano

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Genova. 13 settembre 1894: Madre Francesca Cabrini, che nel 1950 sarà proclamata Patrona Universale degli Emigranti da Pio XII, si imbarca a Genova sul “Fulda” della North German Lloyd. E’ diretta verso gli Stati Uniti. Arriva a New York dodici giorni dopo. Da qui prosegue la sua opera di assistenza verso gli emigrati italiani in America. Una missione iniziata diversi anni prima e che andrà avanti ancora a lungo, senza fermarsi di fronte a problemi, confini e opposizioni.

Mercoledì 1° marzo 2017, Santa Cabrini tornerà a Genova attraverso una mostra organizzata da CISEI e Museo Diocesano di Genova, con la collaborazione della Fondazione Migrantes, dell’Istituto delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù e della Fondazione “The Dream.. per non dimenticare”. L’esposizione sarà inaugurata alle ore 15.30 presso la Sala Fieschi del Museo e rimarrà visitabile sino a lunedì 13 marzo 2017.
A raccontare la vita di Santa Francesca Saverio Cabrini saranno i quadri dell’artista Meo Carbone che da anni si dedica al ricordo dell’emigrazione storica italiana e che già nel 2010 ha esposto le sue opere presso CISEI e Mu.MA. (maggiori informazioni su – http://www.artistameocarbone.com/)

“Quest’anno ricorre il centenario della morte di Santa Francesca Cabrini – racconta Fabio Capocaccia, presidente CISEI – . Come Centro Internazionale Studi Emigrazione Italiana abbiamo ritenuto doveroso organizzare un’iniziativa su una figura così rilevante nella storia dell’emigrazione italiana . Mossi dal medesimo sentimento, abbiamo scelto di dedicare il nostro tradizionale calendario proprio alla Patrona degli Emigranti e al racconto delle sue opere attraverso le creazioni di Meo Carbone”.
Le opere di Carbone partono dalla realtà del passato, ri-leggono e ri-costruiscono, mediante le foto di operai, contadini, ragazzini, donne, un’infinita e unitaria massa dolente di volti che invadono lo spazio delle sue tele e dei suoi oggetti artistici.

“In questo modo l’Arte riscrive la Storia, conferendo alle immagini di cronaca una prospettiva storica e oggi artistica – spiega Meo Carbone – . Un’arte che tende al sociale per divenire denuncia di fatti storici da non dimenticare”.

Suor Francesca Cabrini arriva per la prima volta negli Stati Uniti nel 1889. In quello stesso anno più di 25.000 italiani hanno scelto di raggiungere il porto di New York a bordo di piroscafi salpati dall’Europa. Un numero molto alto destinato a raddoppiare l’anno successivo e ad alimentare una fra le più grandi comunità straniere in America che alla fine dell’Ottocento supera le 800.000 persone, presenti nelle principali città e nei maggiori centri industriali del Paese.

“Nel periodo di permanenza negli Stati Uniti della fondatrice delle missionarie del Sacro Cuore di Gesù sono addirittura 3 milioni gli italiani sbarcati ad Ellis Island, l’isolotto davanti a Manhattan trasformato dalle autorità federali in centro di accoglienza e respingimento per gli immigrati, dopo aver affollarono i ponti delle navi e i locali di terza classe delle navi – spiega Carlo Stiaccini, Università di Genova – . Oggi, a distanza di un secolo dalla morte della patrona degli emigranti, più di 16 milioni di Americani dichiarano di avere antenati italiani, ovvero di discendere a vario titolo dai circa 6 milioni di italiani giunti negli USA dall’Unità d’Italia ad oggi”.