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La legge anti-mozziconi compie un anno, ma le multe fanno flop

Meno di 20 le sanzioni elevate dalla Polizia Municipale nel 2016 (riguardano anche cartacce e gomme da masticare), ma non è facile cogliere sul fatto chi sgarra

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Genova. Esattamente un anno fa scattava l’operazione mozzicone. Per qualche giorno i fumatori, più e meno distratti, erano diventati particolarmente attenti a non gettare per terra, in un tombino o in mare la propria sigaretta perché, se fossero stati pizzicati da un vigile urbano, avrebbero dovuto pagare una multa dai 30 ai 300 euro.

Con l’entrata in vigore, il 2 febbraio 2016, del disegno di legge sulla Green Economy, e del relativo articolo 40, si era deciso che ogni Comune avrebbe provveduto, qualora non ce ne fossero a sufficienza, a “installare nelle strade, nei parchi e nei luoghi di alta aggregazione sociale appositi raccoglitori per la raccolta dei mozziconi dei prodotti da fumo”, mentre produttori e ministero dell’Ambiente avrebbero dovuto attuare campagne di informazione per sensibilizzare i consumatori sulle conseguenze nocive per l’ambiente derivanti dall’abbandono dei mozziconi. Il divieto era stato esteso anche ai rifiuti di piccole dimensioni, come scontrini, fazzoletti di carta e le gomme da masticare.

Ma quante sono state le sanzioni di questo tipo elevate nel corso del 2016? Soltanto 17, da parte della Polizia Municipale (bisognerebbe aggiungere anche le multe degli operatori Amiu). Questo numero, per la precisione, è relativo alle sanzioni per getto di rifiuti a terra e getto di rifiuti dai veicoli, il campo di ricerca più ristretto e più vicino al dato effettivo relativo ai mozziconi. “Si tratta di un comportamento incivile, ma difficile da reprimere – spiegano dalla Municipale – perché chi lo compie, di solito non lo fa davanti al vigile. Si tratta davvero dei pochi casi in cui chi ha lanciato a terra la cicca o la cartaccia dal finestrino dell’automobile non si è accorto di avere dietro un’auto della polizia municipale o, se a piedi, di avere vicino un nostro agente”.

sigarette

Poche centinaia di euro in totale, quindi, il ricavato delle multe. Il 50% dei soldi incassati da Tursi – in base alla legge – sarebbe dovuto restare nelle casse degli enti comunali, mentre la parte rimanente era destinata a un fondo ministeriale per le attività di sensibilizzazione e l’installazione dei raccoglitori.

L’impatto dei mozziconi sull’ambiente. Il problema dell’inquinamento da “cicche” è reale. I mozziconi di sigaretta sono tanto inquinanti e pericolosi per l’ambiente e per la salute quanto i rifiuti industriali. Inoltre, basti pensare che nel Mediterraneo, secondo i dati del Programma delle Nazioni unite per l’ambiente, rappresentano ben il 40% dei rifiuti.

Altre norme, inserite nel decreto pubblicato lo scorso anno, riguardavano la decisione di rendere più visibili le scritte sui pacchetti, l’inasprimento delle pene per chi venda sigarette, tabacco o sigarette elettroniche ai minori (la sanzione amministrativa pecuniaria va da un minimo di 500 euro a un massimo di 3mila e la sospensione per 15 giorni della licenza all’esercizio dell’attività. Per i recidivi, la multa sale da un minimo di 1.000 euro a un massimo di 8mila e la revoca della licenza all’esercizio dell’attività), infine il divieto a fumare in auto in presenza di minorenni o donne incinta, di farlo vicino a strutture ospedaliere pediatriche, ostetriche o ginecologiche e ai reparti di neonatologia e pediatria.