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La Iplom e il piano di emergenza che preoccupa

Le maggiori obiezioni riguardano le modalità con cui dovrà essere gestita l'emergenza e l'informazione alla popolazione

Busalla. Sono state presentate le osservazioni alla Prefettura di Genova e agli enti locali del territorio le osservazioni della lista civica “Punto a capo” sullo schema di Piano di Emergenza esterno della Iplom pubblicate sul sito della Prefettura di Genova il 29 dicembre scorso e che entro la primavera sarà oggetto di un dibattito pubblico.

Il documento, firmato dal capogruppo consigliere Adriana Picollo, dal coordinatore della lista Carlo Torre e dal componente della Consulta Ambiente e Territorio Marco Bagnasco riguarda in particolare la delimitazione dell’area di danno ed osservazione, la puntuale definizione delle azione di mitigazione e riduzione degli effetti dell’incidente, le misure di autoprotezione da adottare, la determinazione delle modalità di informazione, formazione della popolazione e realizzazione di esercitazione di allerta e/o evacuazione.

La prima richiesta dei rappresentanti della lista di opposizione del comune valligiano è la “puntuale definizione delle aree interessate che non può che comprendere gli interi abitati di Busalla e Sarissola e la parte sud dell’abitato di Borgo Fornari”. Ma le maggiori obiezioni riguardano le modalità con cui dovrà essere gestita l’emergenza e l’informazione alla popolazione.

“Due eventi così gravi si sono già verificati nel 2005 e nel 2008 e lo sversamento di Fegino è ancora ben presente a tutti noi – puntualizzano gli esponenti di Punto a capo – servono subito informazioni precise e formazione dei cittadini: chiediamo di individuare due emittenti, una televisiva ed una radiofonica, a cui affidare in convenzione le informazioni puntuali ed aggiornate sull’incidente in corso, individuare due edifici presidiati in caso di incidente uno a Busalla ed uno a Sarissola per coloro che non siano in grado di ricoverare al chiuso, vanno previsti semafori per il segnale di blocco in caso di incidente in area prossima all’ingresso azienda e l’installazione di due pannelli dedicati in due piazze rispettivamente di Busalla e Sarissola in aggiunta a quello presente sulla facciata del palazzo comunale”.

A questo si aggiungono le modalità già previste nel piano quali sms o autoparlanti. “E’ una questione di cultura, prima che tecnica- sottolineano gli esponenti busallesi – nessuna criminalizzazione dell’azienda, ma l’informazione deve puntuale e costante e questo onere tocca a comune ed istituzioni: vogliamo che si inizi a lavorare come in altre realtà italiane simili e come non si è mai voluto fare negli scorsi anni. Fondamentali sono la predisposizione di opuscoli informativi, la presentazione del documento alla popolazione, sessioni annuali di aggiornamento e periodiche esercitazioni di allerta e prove di evacuazione in accordo con i vigili del fuoco, le pubbliche assistenze, gli enti interessati, le associazioni sul territorio”.

I componenti dell’opposizione busallese ampliano poi la visuale sull’intero processo urbanistico ed ambientale. “Non è irrilevante rispetto al piano di emergenza esterno anche quanto sarà previsto nel documento RIR (rischio di incidente rilevante). E questo con particolare riferimento alla definizione dei Programmi Integrati di Intervento che dovranno prevedere non solo la mitigazione del rischio in fase ‘ordinaria’ ma anche in fase emergenziale (ad esempio tutte le misure concrete di installazione di impianti informativi o semaforici, sistemazione delle aree di ricovero al chiuso, ecc.). Interventi che dovranno essere ovviamente a carico dell’azienda. Non è irrilevante neppure l’impatto che hanno le esalazioni, specie nel periodo estivo: un disagio periodico e ripetuto per le popolazioni che non può essere ignorato e per cui è necessario prevedere interventi migliorativi con sistemi di monitoraggio e controllo del fenomeno anche attraverso interventi su serbatoi e impianti. Infine non è indifferente il possibile rischio di sversamento causato dalla rottura dell’oleodotto. Sappiamo che questo rischio è fuori dal Piano EE ma è ancora vivo il ricordo incidente di Fegino e per il quale sono ancora in corso i necessari interventi di bonifica”.

“Siamo coscienti – concludono – come siano stati fatti importanti interventi sul tracciato ma questo non esclude la forte preoccupazione per possibili perdite di idrocarburi. Il tracciato infatti scende dai Giovi, costeggia torrenti che hanno anche una significativa portata e si trova vicino ad edifici strategici quali la caserma dei Vigili del Fuoco e la sede della locale Croce Verde”.

Per discutere le osservazioni i rappresentanti di Punto a Capo e del gruppo misto hanno chiesto di convocare la locale consulta “Ambiente e Territorio”.