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Infilò per errore un sondino gastrico nel cervello di una paziente: medico assolto

Per il giudice lo stato della paziente era fortemente compromesso dal tumore e non c'è prova che la manovra errata abbia causato la morte

Genova. Aveva infilato maldestramente un sondino naso gastrico a una paziente di 49 anni che doveva essere operata per un tumore all’ipofisi sfondandole di fatto il cervello, ma le condizioni della donna erano così gravi che non è provato che l’errore medico abbia causato la morte della donna. Per questo un medico anestesista dell’ospedale San Martino di Genova è stata assolto.

I fatti risalgono al febbraio del 2014 e il medico, difeso dall’avvocato Antonio Rubino, era finito a processo per omicidio colposo. Il sondino avrebbe dovuto arrivare allo stomaco mentre a causa della manovra errata era andato a conficcarsi per 30 centimetri attraverso la base cranica nel cervello.

Ieri tuttavia la sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste visto che non può essere dimostrato il nesso causale tra l’errore medico e la morte della paziente il cui stato di salute era fortemente compromesso dal tumore.