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Incendi boschivi, vicina la firma della convenzione tra Regione e Vigili del Fuoco

Ieri in Commissione regionale si è discusso della nuova regia unica e dei fondi disponibili. Ma i sindacati di base torneranno in piazza

Genova. Potrebbe essere firmata già la prossima settimana la convenzione tra Regione Liguria e Vigili del Fuoco per la gestione dell’antincendio boschivo. Sul tavolo circa 350 mila euro all’anno che venivano prima assegnati allo sciolto Corpo Forestale dello Stato e altrettanti destinati alla Protezione Civile per le emergenze idrogeologiche: l’idea è quella di creare una sala operativa unica.

Si è parlato di questo ieri durante un’audizione dei sindacati dei pompieri in Commissione regionale. Ma se la possibilità di adeguate risorse economiche è vissuta come una vittoria dal corpo di sicurezza, ci sono tante altre richieste che lasciano la partita ancora aperta. I più insoddisfatti sono i sindacati di base, mentre i confederati, come la Cgil (che riunisce il 50% degli iscritti) vedono il bicchiere mezzo pieno.

“Lo stanziamento di fondi è positivo – dice Stefano Giordano, segretario ligure dell’Usb per i Vigili del Fuoco – ma quello che vogliamo è che la Regione Liguria, e la sua giunta, si prendano l’impegno di portare a Roma un’istanza contro le logiche di spending review le quali non consentono di aumentare il numero dei Vigili del Fuoco sul territorio”. “Siamo pochi – aggiunge Giordano – lo si è visto durante l’ultima recente emergenza incendi. Bisogna parlare di assunzioni. Bisogna parlare di criticità locali. Bisogna avere una strategia a lungo termine”.

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Dopo la riforma di inizio anno – il decreto Madia – che ha visto l’abolizione del Corpo Forestale, la competenza sulla gestione degli incendi boschivi è finita interamente sulle spalle dei Vigili del Fuoco. “Tuttavia dalla Forestale noi abbiamo avuto soltanto 13 persone, il 5% delle risorse – spiega il sindacalista – il 93% è finito nelle fila dei Carabinieri”. “I Vigili del fuoco stanno lavorando in pochi in tutta la Liguria – continua – e con carichi di lavoro incredibili, anche sedici ore consecutive, sono necessari spostamenti continui di squadre da provincia a provincia e anche da altre regioni. Siamo pendolari del soccorso”.

Durante la commissione regionale è nuovamente tornato d’attualità il tema della manutenzione degli idranti a Genova. Questa, denunciano i sindacati, non viene più eseguita dal 2014 (se ne dovrebbe occupare Aster) e il risultato è che spesso, durante gli interventi, gli agenti scoprono di avere a che fare con idranti non funzionanti, o addirittura inesistenti. “Come è accaduto nel caso dell’incendio sul Monte Moro” ricorda Giordano.

Domattina alle 9e30 i sindacati Usb saranno in presidio sotto la sede regionale della Rai, in corso Europa, per rendere note ancora una volta le ragioni della loro protesta.

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“Con gli incontri passati e dopo quello di ieri – dice Luca Infantino, coordinatore regionale Vigili del Fuoco funzione pubblica Cgil – abbiamo creato le condizioni per far attivare al più presto la convenzione sull’antincendio boschivo. Inoltre stiamo portando a compimento alcune importanti battaglie a livello nazionale, come l’assunzione di 1700 persone e il riconoscimento della specificità lavorativa del Vigili del Fuoco, che si tradurrà in benefici pensionistici e in busta paga”.

“Abbiamo necessità e urgenza di attivare la convenzione con i Vigili del fuoco – dichiara Angelo Mai, assessore regionale con delega all’anticendio – ma dopo l’abolizione del Corpo Forestale stiamo ancora aspettando un decreto interministeriale che assegni le competenze precise. In realtà abbiamo già chiaro cosa ci serve dai pompieri: una sala operativa unica che preveda antincendio e Protezione Civile insieme, la direzione delle operazioni di spegnimento, la formazione, e tutta una serie di attività collaterali”. Venerdì l’assessore Mai incontrerà il nuovo direttore dei Vigili del Fuoco liguri, Silvio Saffioti.

Intanto il consigliere Marco De Ferrari, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria, annuncia un ordine del giorno per avviare una commissione grandi rischi per la Liguria. “Si tratta di uno strumento fondamentale e specifico per un territorio dalle peculiarità geografiche uniche in Italia – spiega De Ferrari – C’è bisogno di una mappatura seria della rete idrica e dell’installazione e della manutenzione laddove è assente o carente”.