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D’Alema: “A Genova il Pd ha perso 60% dei voti, la scissione esiste già da tempo” fotogallery

Sala Cap affollata per l'arrivo di uno dei fautori del nuovo movimento politico Democratici e Progressisti, che si propone di unire i delusi del Pd e di Sinistra Italiana

Genova. “La scissione non l’ho voluta io, la distruzione del partito l’ha iniziata Renzi”. Massimo D’Alema si dirige al Cap dove è atteso per l’incontro organizzato dall’associazione Il Pane e le Rose, tranchant come di consueto, in una Genova che lo ha accolto a braccia aperte, con una sala stracolma.

massimo d'alema

Al suo fianco Ubaldo Benvenuti, ma anche Claudio Montaldo, per citare i dissidenti della prima ora in salsa genovese. E poi Stefano Quaranta, unico parlamentare ligure che prenderà posto nelle fila del nuovo movimento Democratici Progressisti, nato dalla scissione Pd e dai transfughi di Sinistra Italiana, domani formalizzato in Parlamento e oggi “battezzato” nel capoluogo ligure.

Al netto di “ossessioni da non alimentare”, parlare di Renzi e di scissione è inevitabile. Con una premessa: niente di personale. “Non c’è nulla di personale tra me e Renzi, ci sono di mezzo i grandi problemi del Paese – ha detto D’Alema – Questa del fatto personale è una sua guapperia, una stupidaggine”.

E ancora: “Per creare una grande forza di centrosinistra deve essere ridimensionato il ruolo del rottamatore, che ha rotto tutto, ha distrutto il Pd e lo ha svuotato di contenuti democratici, ne ha svilito ispirazione ideale e politica”.

Ma la scissione non rischia di diventare boomerang per il centrosinistra in corsa, a Genova soprattutto, per le amministrative? “L’anno scorso non si parlava di scissione, abbiamo perso e non solo a Savona. Potrei fare molti altri esempi. Fatevi due conti”, l’invito.

“La scissione era già avvenuta, milioni di elettori del Pd se ne erano già andati, in particolare l’elettorato di sinistra. Quello che stiamo facendo è mettere in campo una costituente di centrosinistra che raccolga queste forze e restituisca loro l’orgoglio di appartenere a un grande movimento. Un orgoglio che si e perduto via via che il Pd si e allontanato da certi valori”.

In sala, anche il presidente dell’Anpi, Massimo Bisca, Andrea Grande coordinatore de “Il pane e le Rose”, Sabina Rossa, il nipote di D’Alema, Pietro, ex presidente Amiu, e Gianni Pastorino di Rete a Sinistra.