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Emergenza, attivo il nuovo 112. Siap: “Parte troppo in fretta a Genova”

Genova. E’ stato attivato oggi il numero unico di emergenza in Liguria. “Si tratta di uno strumento innovativo che nasce per semplificare e migliorare il coordinamento sulle emergenze e sulla sicurezza che però a Genova ha bisogno di essere ancora migliorato prima che possa diventare effettivamente efficace sul territorio cittadino e provinciale. Il SIAP è particolarmente interessato agli sviluppi operativi dell’operazione e possiamo dire che ad oggi non abbiamo avuto confortanti garanzie circa la formazione che è stata fornita agli operatori del “call center” che avrà il delicatissimo compito di saper smistare adeguatamente le telefonate che arrivano dai cittadini, chiamate che ovviamente potranno variare tra emergenze connesse alla sicurezza, di tipo sanitario,interventi dovute ad incendi, allagamenti ect”. Lo dice il segretario provinciale del Siap Roberto Traverso.

“Inoltre occorre ancora affinare alcune problematiche tecniche relative alla corretta individuazione delle chiamate in arrivo e questo a causa della diversa tipologia d’utenza in entrata. Infatti il sistema deve essere ancora correttamente testato sia per le chiamate al “112” provenienti da telefonia fissa che da quelle provenienti da utenza mobile. Resta ancora non affrontata la problematica già sollevata dal SIAP in merito alla ripartizione territoriale degli interventi sul territorio del Tigullio, visto che i criteri individuati per l’assegnazione da parte del “call center” degli interventi che interessano la sicurezza, tengono conto, a nostro parere impropriamente, della presenza fisica delle caserme sul territorio e non della funzionalità dei presidi (in pratica troviamo non funzionale assegnare ai Carabinieri circa il 75% del territorio operativo basando la scelta sul numero delle Stazioni e delle Compagnie, visto che la carenza di personale è in linea con quella della Polizia di Stato)”, prosegue.

“Un’inaugurazione quindi a nostro parere affrettata che in ogni caso dovrà essere seguita da urgenti interventi tecnici e politici sull’argomento, tenendo conto anche della necessità di poter coinvolgere al più presto nel progetto anche la Polizia Municipale che ad oggi non è in grado di supportare tecnicamente l’innovativo sistema di smistamento in tempo reale. Per questi motivi siamo preoccupati per i risvolti negativi che potrebbero ripercuotersi sull’operatività del servizio e sui conseguenti disservizi che graverebbero sui cittadini genovesi che giustamente in questi ultimi tempi stanno rivalutando positivamente l’immagine della Polizia di Stato anche attraverso una forte spinta mediatica messa in atto dall’Amministrazione locale, (Polizia di Frontiera – Postale – Stradale – RPC Liguria – Immigrazione _ Polfer ect..) fermo restando però che bisogna sempre dare un immagine il più possibile aderente alla realtà restando sempre con i piedi per terra…visto che la categoria molto spesso garantisce i servizi istituzionali in condizioni lavorative difficili e a volte inadeguate per la propria sicurezza (come accade ad esempio nel Porto di Genova)”, termina Traverso.