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Confisca Canfarotta, domani la delibera in Aula Rossa: “Tutti in Comune”

Genova. Novantasei, tra appartamenti e bassi, usati soprattutto per prostituzione, affitto ad immigrati irregolari (stipati in immobili spesso neanche abitabili), in gran parte nel centro storico di Genova, e poi in altre zone, come Coronata, Sampierdarena, Cornigliano, Sturla e Valpolcevera.

E’ la confisca alla famiglia Canfarotta – Lo Re, la più “grande confisca di beni immobili alla criminalità organizzata per numero di beni di tutta Italia”, sottolinea “Il Cantiere per la legalità responsabile”, gruppo di cittadini ed esercenti per lo più appartenenti ad associazioni e cooperative, che dal 2014 (anno della confisca Canfarotta) sono impegnati “per il coinvolgimento attivo della società civile nel percorso di riuso sociale dei beni confiscati a Genova”.

Domani approderà in consiglio comunale la delibera della Giunta Doria che mira ad acquisire un primo lotto di nove beni, con la prospettiva di acquisire tutti gli altri, piano piano, nel futuro.

“Dopo molto tempo, finalmente le istituzioni hanno deciso di occuparsi della questione della Confisca Canfarotta – si legge sulla pagina Facebook del Cantiere per la legalità responsabile – È sicuramente un piccolo passo, ma è molto importante per procedere nella strada giusta”.

Da generatori di degrado, i beni confiscati possono essere un’opportunità di riscossa del centro storico e della città tutta. La legge 109/96 prevede infatti che questo genere di confische siano riconvertite in attività a finalità sociali.

Di qui l’appello alla mobilitazione anche su Facebook: appuntamento domani alle 14.30 a Tursi. “Dobbiamo essere presenti in un buon numero, affinché un percorso faticoso e durato molti anni non venga vanificato in poche ore”, concludono i cittadini del Cantiere per la legalità responsabile.