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Bosco a rischio all’ospedale San Martino. Medici per l’ambiente “Giù gli alberi per una strada inutile” fotogallery

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Genova. “Vieni, c’è una strada nel bosco” era il ritornello di una canzone melodica degli anni ’60 ma all’ospedale San Martino di Genova hanno voluto fare di più e di strade nel bosco a breve ce ne saranno due, anche se forse non ci sarà più il bosco. A segnalarlo l’associazione medici per l’ambiente, preoccupata per i lavori di abbattilo di diversi alberi di quello che molti chiamano ancora il “bosco del Maragliano” che faranno spazio a una strada di collegamento tra il padiglione omonimo è quello dell’Ist Nord.

Una nuova strada che costa oltre 400mila euro, spiegano, e che elimina uno spazio verde che aveva anche a funzione in un certo senso terapeutica. “Avere uno spazio dove poter fare una passeggiata nella natura e’ molto utile – spiega uno dei medici dell’associazione – sia per i pazienti che per il personale. Uno dei motivi di orgoglio della nostra struttura era proprio quello di avere i padiglioni costruiti all’interno di un percorso fatto di giardini ma adesso, assistiamo a una sorta di urbanizzazione selvaggia che non ci trova d’accordo”.

Sotto accusa, infatti, oltre a quest’opera definita inutile, anche tutta la politica degli accessi delle auto all’interno del nosocomio. “In questo decennio abbiamo assistito a una trasformazione – spiegano – che ha portato sempre più parcheggi e sempre meno alberi. Servirebbero invece accessi più regolamentati, con maggiore attenzione ai pazienti che hanno problemi di mobilità. Questo permetterebbe di migliorare i percorsi interni e la vivibilità di tutta l’area dell’ospedale”.

Per adesso, comunque, solo una prima denuncia ai media, anche se i rappresentanti dell’associazione, che hanno raccolto i malumori di pazienti e medici non escludono che si possa dare vita anche a una petizione assieme ad altre associazioni ambientaliste. “E’ necessario rafforzare e far nascere un reale coordinamento tra associazioni per l’ambiente e la salute – spiegano – anche perché da soli non si riesce ad arginare tutti gli scempi, che, come questo caso, sono in atto in Liguria e a Genova”.