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Amt, sciopero a metà febbraio: “Esternalizzazioni e incertezze sul futuro. E il Comune non c’è”

Ieri nemmeno un funzionario di Tursi e della Città metropolitana al tavolo di conciliazione in Prefettura

Genova. Il Comune di Genova, così come la città metropolitana, non si è presentato al tavolo convocato ieri in prefettura per il tentativo di conciliazione dopo la procedura di raffreddamento aperta dai sindacati di Amt che si è quindi chiuso con l’annuncio di un nuovo sciopero per il servizio pubblico cittadino. All’incontro si sono presentati solo la Regione Liguria con l’assessore Berrino e l’azienda. “La Regione ha chiarito i problemi che riguardano le procedure di gara – spiega Antonio Cannavacciuolo, Uiltrasporti – convocando fra l’altro i sindacati per la prossima settimana per definire insieme le regole che dovranno essere inserite nel bando di gara per il trasporto pubblico per ciò che riguarda la clausola sociale”.

I problemi principali rispetto al trasporto pubblico riguarda la necessità di sostituire il personale che a partire da questo mese dovrebbe lasciare l’azienda anche grazie agli incentivi previsti dal Fondino regionale: si tratta di 135 persone, di cui un centinaio di autisti che dovranno per forza essere sostituiti. Ma con quale contratto? “L’azienda al momento non sa come fare perché con il decreto Madia le assunzioni possono avvenire solo a tempo determinato ma con un costo maggiorato per ciascun dipendente di circa 8 mila euro l’anno a causa dei mancati sgravi” spiega Cannavacciuolo.

E’ prevedibile che nei prossimi due o tre mesi con alcuni lavoratori che stanno comunque andando in pensione grazie i cosiddetti lavori usuranti Amt si ritrovi con 20-30 autisti in meno e la via di uscita per far fronte a ulteriori gravi problemi del servizio sarebbero le esternalizzazioni: “Abbiamo saputo dall’azienda che il Comune di Genova ha imposto di procedere a ulteriori esternalizzazioni per 1 milione di chilometri, il che significa 60 posti di lavoro in meno e di fronte alle nostre controproposte ci è stato spiegato che Tursi non ha intenzione di valutare proposte alternative. Il sospetto che ci viene è più che lecito: non è che si vuole svuotare pian piano l’azienda per renderla apparentemente meno costosa e più appetibile in vista della gara?”. Ma è proprio la situazione in cui Amt arriverà alla gara e come parteciperà a preoccupare ulteriormente Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl: “Ci è stato detto che all’azienda manca un milione di euro ma la Regione ha spiegato che i tagli fatti al tpl quest’anno sono di un milione a livello regionale e quindi i mancati introiti di Amt non sappiamo da dove derivino né quale sia ad oggi la situazione del bilancio. Se ci aggiungiamo la situazione di Atp che dovrebbe corre in Ati con Amt per il lotto della città metropolitana non possiamo che essere preoccupati”.

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda i nuovi bus che non funzionerebbero a dovere: “Tutte le vetture nuove della serie 7 mila, che sono 65 e avrebbero dovuto abbattere i costi di manutenzione, non partono e hanno problemi di frenatura con la conseguenza che ogni volta che l’autista mette il piede sul pedale del freno la gente sul bus rischia di farsi male. Ovviamente, poi sono arrivate col posto guida non chiuso, come era stato richiesto. L’azienda ci ha spiegato che ha già richiesto alla ditta fornitrice il pagamento di alcune penali, ma non sono le penali che risolvono i problemi al tpl e ai cittadini”.

In assenza dell’azionista unico dell’azienda quindi la riunione di ieri si è conclusa con un nulla di fatto, con la conseguenza che i sindacati proclameranno lo sciopero alla prima data utile in base alle regole della 146, sulla carta quindi nella settimana dal 13 al 17 febbraio.