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Amiu-Iren, Pederzolli e Nicolella: “Voto di merito, non contro al sindaco”

Genova. “Il nostro voto contrario alla delibera che dava mandato alla giunta di trattare l’aggregazione Amiu-Iren è stato un voto di merito. L’aggregazione proposta dalla giunta non garantiva adeguati elementi di controllo pubblico e si è scelto di perseguire un’operazione cucita su misura su Iren, senza verificare le strade alternative che avevamo indicato”.

Lo dichiarano le due consigliere comunali di Rete a sinistra che ci tengono a precisare come il punto dirimente condiviso anche dal direttivo, sia non tanto che il controllo pubblico sia garantito dalle quote azionarie in mano pubblica quanto piuttosto dal giusto potere contrattuale del comune rispetto al socio privato: “Per questo era fondamentale mantenere pubblica la proprietà degli impianti che devono essere realizzati secondo il piano industriale”.

“Abbiamo chiesto al sindaco, fin dal 2014, di verificare la possibilità di ricorrere al project financing, oppure di accedere a bandi europei per reperire i 60 milioni necessari. Il Comune ha un bilancio annuale di circa 800 milioni, e negli ultimi anni abbiamo ridotto il debito per circa 20 milioni l’anno. Soldi che, con una programmazione diversa, avremmo potuto spendere in modo differente. Purtroppo in questi anni non ci è stato riportato nulla dei tentativi di percorrere strade diverse all’aggregazione con Iren. Ed è su questo punto e su questo percorso che abbiamo espresso la nostra contrarietà.

Non deve poi essere sottovalutato quanto sta succedendo a Reggio Emilia: nel comune emiliano Iren vuole licenziare 200 lavoratori, eredità delle fusioni delle precedenti società municipalizzate. Un braccio di ferro che sta durando da diversi mesi e ancora non risolto. “Anche in una ipotesi di aggregazione con Iren è importante che il Comune sia nelle condizioni di poter contrattare davvero con il socio gestore”.

“Il realismo non può diventare rassegnazione -conclude Pederzolli – Il compito della sinistra, soprattutto quando è al governo è di immaginare soluzioni nuove o diverse e che non sono le solite vecchie ricette”.