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Amiu- Iren, dal piano del Conai alla differenziata al palo: dalla Cisl 10 domande per il sindaco Doria

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Genova. Dieci domande al sindaco di Genova Marco Doria in merito alla gestione dei rifiuti e alla futura aggregazione di Amiu con Iren Ambiente. Le pone la Cisl mentre procede la trattiva per tentare di portare la nuova deliberà in aula entro metà marzo. Ecco i dubbi e le domande sollevate dal sindacato.

1. Signor Sindaco nel 2013 con soldi pubblici il Comune ha pagato una società di consulenza (KPMG) per capire quanto valeva Amiu. Il documento non è difficile da trovare, è nel cassetto del suo assessore. C’è scritto una cosa semplice: il valore dell’ azienda era di 50/60 milioni. Ora lei dice, Amiu non vale più niente e bisogna venderla per salvarla. Chi è l’autore di tale prodigiosa svalutazione?

2. Nel suo programma la gestione del ciclo dei rifiuti era considerata (testualmente) “elemento fondamentale di una politica che mette al centro la valorizzazione dei beni comuni, l’estensione della sfera del pubblico e il valore della legalità, perché ha cambiato idea?

3. A proposito di legalità: le infiltrazioni mafiose nella gestione dei rifiuti nella nostra regione sono documentate dalla Commissione Parlamentare e discussi in convegni che anche Lei, con merito, ha contribuito ad organizzare. Non crede che un controllo pubblico puntuale sia un deterrente efficace per chi con i rifiuti vuole fare affari poco limpidi?

4. Se una persona ha una casa che ritiene malsana ne cerca in fretta un’altra. Difficilmente però se ne va, prima di averne a disposizione una migliore. Eppure è successo: nel 2014 si è chiusa la discarica senza avere un alternativa, condannando i genovesi a spendere 28 milioni all’anno per portare in giro per il nord Italia i propri rifiuti. Le pare ragionevole sperperare così i quattrini dei cittadini?

5. Avete sempre detto che un modo per risparmiare c’è: riciclare di più, spendendo meno per smaltire i rifiuti. Perché allora la sua Giunta non ha mai messo in pratica il Piano che il consorzio Conai ha realizzato e regalato a Genova per far crescere il riciclo?

6. In questa soave inerzia, la differenziata è ferma al palo. L’impianto Amiu di Sardorella è arancione, come la sua “rivoluzione”. Peccato davvero: entrambe promesse mancate. In concreto, cosa ha fatto Marco Doria per portare Genova a livello delle città più evolute per il trattamento di rifiuti?

7. Lei non rispetta l’accordo firmato con i sindacati circa un anno fa, il motivo è che le cose sono cambiate e non ci sono più soldi per assicurare la continuità dell’ Azienda. Eppure tutti, comprese le associazioni dei consumatori sostengono che l’evasione della tassa dei rifiuti è elevata, addirittura intorno al 20/30%. Il bistrattato Renzi il canone Rai è riuscito a farlo pagare a tutti. E’ sconfortante che la sua amministrazione, nata per la legalità e l’equità, non sia riuscita a ridurre una tale ingiustizia, in primo luogo verso coloro che le tasse le pagano fino all’ ultimo centesimo. Non trova?

8. Una cosa è vera. Quello che è successo è frutto anche di situazioni straordinarie, come altre che hanno distinto il nostro territorio. Perché non ha avviato una collaborazione con le altre istituzioni per intervenire sull’emergenza con fondi diversi dalla tassa dei rifiuti? Del resto , come si dice , l’unione fa la forza.

9. Vista la “solerzia” con cui Iren ha gestito le continue perdite d’acqua da una rete colabrodo, cosa le fa pensare che per i rifiuti si comporterà diversamente? Genova in Iren già adesso conta poco figuriamoci in futuro prepariamoci a continui pellegrinaggi in Emilia, a chiedere udienza.

10. A Genova trovare un lavoro è difficile, giovani e meno giovani lo sanno. Un Sindaco ha il compito di attrarre investimenti e facilitare la creazione di posti di lavoro. Sappiamo tutti che non sempre si riesce. Ma un caso fa ben sperare, la moglie di Bianco, amministratore delegato Iren, è stata assunta come dirigente in Comune. Per noi è una bella notizia, in particolare per le speranze dei precari Amiu. Il sindaco penserà anche a loro?