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Verso Genova 2017, Gianni Crivello in pole come candidato unitario del centro sinistra

L'obiettivo è evitare le primarie che mettono a rischio alleanze e dividerebbero lo stesso Pd

Genova. Niente primarie se il Pd vuole contare su un’alleanza con la sinistra. E’ la condizione posta da Rete a sinistra ai vertici del partito democratico genovese che costringe il Pd a spingere verso la ricerca di un candidato condiviso. Strada tortuosa ma non impossibile perché anche all’interno del Pd le primarie sono comunque considerate a rischio viste le recenti esperienze. E nella caccia alla figura che potrebbe riunire un’area abbastanza vasta corrispondente grosso modo a quella che portò all’elezione di Doria nel 2012 risalgono le quotazioni dell’assessore comunale alla Protezione civile Gianni Crivello.

Crivello, ex Sel, poi vicino ai renziani, è un battitore libero con i pro e i contro di questo ruolo. Piace ai municipi (in particolare al presidente della Valbisagno Gianelli), piace ai renziani per il suo sostegno a Paita ma è storicamente considerato uomo di sinistra; d’altra parte, invece, la rottura con Sel ha creato, sempre a sinistra, qualche malcontento. Certo, nel centro sinistra il rifiuto fatto a più riprese da Luca Borzani a quanti sono andati al suo cospetto per chiedergli di candidarsi, non è ancora considerato definitivo, ma nel caso le aspettative nei confronti del presidente di Palazzo Ducale dovessero rivelarsi vane, Crivello potrebbe essere un uomo su sui convergere.

Anche il vicesindaco Stefano Bernini, che può contare di un importante bagaglio di voti, sopratutto a ponente, resta in pista, e dal punto di vista dell’esperienza amministrativa e della sua attuale carica di vicensindaco resta il candidato naturale. Ma il candidato sindaco non può essere del Pd fa capire Rete a sinistra.

In campo, restano pure le candidature di Emanuele Piazza e dell’autocandidato Simone Regazzoni, ma su entrambi il Pd sa che non è possibile costruire alcuna coalizione a sinistra.

Intanto alle 18 si riunirà la segreteria del partito. All’ordine del giorno le assemblee nei municipi, come auspicato da Massimiliano Morettini e una lettera che verrà inviati a tutti i partiti che sostennero Marco Doria (dagli ex Idv alla Federazione della sinistra).

L’obiettivo è gettare le basi programmatiche di una futura alleanza grazie alla delegazione che si occuperà di andare poi a trattare sul programma e anche, ovviamente, sul candidato. Anche la composizione di questa delegazione verrà decisa oggi formalmente in segretaria, ma quasi certamente comprenderà solo il segretario Terrile e il renziano Michele Malfatti.

E Doria? Il sindaco si è guardato bene dallo sciogliere il nodo e si dice lo farà solo a fine gennaio quando sarà convocata l’assemblea pubblica con l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia: solo lì Doria spiegherà la sua decisione di darsi un ruolo da regista nella costruzione dell’alleanza. Ma nel frattempo, ovviamente, i partiti si sono già mossi da tempo.

Ai margini della trattativa restano al momento i civatiani di Possibile: ufficialmente la direttiva che arriva dal nazionale è quella, nelle grandi città, di non allearsi con il Pd (diversamente da quanto è accaduto sei mesi fa a Bogliasco); ma davanti ci sono ancora diversi mesi e lo scenario, anche a seconda del candidato, potrebbe cambiare.