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Fabbrica distrutta

Spainox, 12 lavoratori a rischio. Ma il titolare promette: “Vogliamo riaprire presto” fotogallery

A pochi giorni dal rogo di Lungo Bisagno Istria il proprietario e i lavoratori rientrano nell'azienda, in parte sotto sequestro

Spainox bruciata

Genova. Lorenzo Valente sprofonda le mani nel cappotto, si aggiusta il cappello in testa e sospira forte prima di rientrare, per la prima volta, nel capannone della sua azienda, la Spainox di Staglieno, dopo che un incendio l’ha quasi interamente distrutta.

Del magazzino e gli spazi dove venivano assemblati lavandini e arredi in acciaio restano poco o niente. Salve, invece, l’area espositiva e quella commerciale. “Bisogna andare avanti – dice l’amministratore unico dell’impresa – vogliamo riaprire almeno il negozio. La nostra volontà non è certo quella di arrenderci. Teniamo duro”.

Lorenzo Valente, insieme alla moglie e ad alcuni dipendenti, è impegnato a inventariare la merce rimasta intatta. Come si fa in ogni azienda con l’inizio dell’anno nuovo. Ma il 2017 resta un enorme punto di domanda per i 12 lavoratori della Spainox.

Ancora nessuna ipotesi in merito all’impiego di ammortizzatori sociali, come la cassa in deroga, anche perché è troppo presto per capire se la fabbrica riuscirà ad aprire i battenti. Agostino Gianelli, presidente del municipio Media Valbisagno, non è ottimista: “Temo che sarà l’ennesima azienda che chiuderà i battenti ma la preoccupazione maggiore riguarda i dipendenti, alcuni di loro anche molto giovani”.

incendio staglieno

Eppure i presupposti per un rilancio ci sarebbero: la Spainox, un tempo denominata semplicemente Spai, dagli anni Ottanta non ha mai smesso di fornire i suoi prodotti a clienti sparsi per tutto il nord ovest, attraversando indenne anche la crisi dell’acciaio e resistendo ai tentativi di conversione in altre attività (si era parlato di trasformare quella struttura in un albergo).

In allarme, adesso, ci sono anche i fornitori visto che molte carte (fatture, note, bolle di accompagnamento) sono andate in cenere durante l’incendio.

La Spainox resta sotto sequestro. Sui cancelli dell’edificio distrutto i sigilli apposti dalla sezione di Polizia giudiziaria dei Vigili del Fuoco. A loro sono state affidate le indagini. La prima pista seguita è quella del dolo: le fiamme sarebbero scaturite da tre diversi punti poco prima delle 19 di venerdì sera, pochi minuti dopo che gli ultimi dipendenti avevano ultimato il turno.

La presenza di materiale plastico e di solventi per la lavorazione dell’acciaio ha favorito il propagarsi del rogo, spento dai pompieri soltanto all’alba di sabato.

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