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Psicosi meningite, code chilometriche alla Fiumara, in via Archimede e via Bonghi per le vaccinazioni foto

All'alba 'numeri' per le vaccinazioni ad accesso diretto già esauriti. Il direttore sanitario della Asl 3 Cavagnaro: "Nessun allarme, non è necessario vaccinarsi subito"

Genova. Caos e code infinite negli ambulatori genovesi dopo l’allarme meningite. Ad affollare le principali sedi ad accesso diretto (quelle senza la prenotazione via Cup) sono in questi giorni soprattutto i genitori dei ragazzi che devono fare la vaccinazione o il richiamo per la meningite, ma anche tanti adulti. Una vera e propria psicosi che ha fatto impazzire i centralini e ha provocato code fin dall’alba soprattutto in via Archimede, alla Fiumara e in via Bonghi a Bolzaneto.

“Alle 7. 35 i biglietti era stato già tutti presi” racconta un papà che ha portato il figlioletto a fare il richiamo alla Fiumara – e alle 7.30 qua fuori c’erano già 150 persone”. Alla psicosi collettiva si aggiungo le notizie false come quella che “i vaccini sarebbero esauriti”. “Non è così – prova a spiegare allo sportello l’addetta della Asl – i vaccini ci sono, ma la psicosi alimentata dai media non è giustificata”. E un anziano che chiede allo sportello se può vaccinarsi contro la meningite viene gentilmente rimandato a casa: il consiglio per gli adulti è comunque quello di ritentare dopo la riapertura delle scuole.

Non va meglio in via Archimede dove  i numeri sono subito andati esauriti per la giornata di oggi. E un papà, venuto ad informarsi per fare il richiamo alla figlia ha tentato la via della prenotazione tramite Cup ma la risposta è stata scoraggiante: “Per il ceppo B la prima prenotazione è a maggio”.

Caos doppio in via Bonghi, la Asl di Bolzaneto, in Valpolcevera. Oltre alla ressa al terzo piano, ambulatorio per le vaccinazioni di bambini e adulti, problemi anche al Cup e all’anagrafe sanitaria, per via di un tilt nel sistema informatico. Ma i disagi maggiori si registrano per chi ha portato i bambini a fare i richiami del vaccino. E anche qui, la maggior parte delle persone si è precipitata dopo le ultime notizie legate a casi di meningite. “Qualcuno è arrivato alle 6, questa mattina, per prendere il biglietto – racconta una mamma, due figlie di 8 e 10 anni da vaccinare – e abbiamo dovuto organizzarci da soli perché la situazione iniziava a essere tesa. Alle 11 avevano vaccinato soltanto 25 bambini, siamo 62 persone in attesa, e a mezzogiorno si chiude”. “Un po’ è anche colpa nostra che ci siamo mossi tutti insieme dopo aver sentito dei casi di decessi per meningite – dice un’altra mamma – ma i dirigenti della Asl avrebbero dovuto prevedere questa psicosi e rafforzare un po’ il servizio”. “Tu non ti sei vaccinata? – mi chiede una bimba di 5 o 6 anni – io non vedo l’ora di fare la puntura, perché guarda che si può morire”. La psicosi è più diffusa di quanto non si pensi.

“Come ha spiegato l’istituto superiore di sanità – ricorda il direttore sanitario della Asl 3 Paolo Cavagnaro – non esiste alcun allarme meningite, quindi chi si vuole vaccinare lo può fare tranquillamente anche tra uno o tre mesi. Noi abbiamo aperto l’accesso diretto per le vaccinazioni per favorire gli utenti, ma è evidente che in questa situazione non tutti riescono a vaccinarsi. Le persone devono però stare tranquille, perché non esiste nessun allarme”.

Ad aggravare la situazione anche l’epidemia di influenza che porta molti adulti a vaccinarsi: “Il termine per le vaccinazioni era il 31 dicembre – spiega il direttore – ma stiamo continuando a vaccinare chi ce lo sta chiedendo”.