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Piano lupo, Enpa Genova: “Abbattimenti inaccettabili, il resto è utopistico: servono fondi e contrasto al randagismo”

Mail bombing verso il ministero dell'Ambiente: "Stralciare l'articolo sulle deroghe che consentono le uccisioni"

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Genova. Hanno invitato i cittadini a scrivere massicciamente al ministero dell’ambiente, a Coldiretti e al presidente del consiglio Paolo Gentiloni affinché dal piano Lupo venga stralciato l’utilizzo delle deroghe, che consentiranno l’uccisione di una specie protetta da 46 anni. I volontari dell’Enpa di tutta Italia sono convinti, come tutte le associazioni animaliste che stanno organizzando proteste e petizioni, che l’ultimo punto del piano approvato in prima istanza dalla conferenza Stato Regioni sia profondamente sbagliato.

“ Gli abbattimenti non servono a nulla e sono per noi inaccettabili – spiega Francesco Baroni, Enpa Genova – e quella parte deve scomparire dal piano che sarebbe per il resto anche bello, ma secondo poi è inapplicabile e per certi versi utopistico. Sarebbe bello si arrivasse per esempio a una regolamentazione nazionale della caccia in braccata e a un data base nazionale della specie, ma mi pare impossibile. Basti pensare che in Liguria il Progetto Lupo è fermo da due anni e a livello nazionale siamo ben lontani dall’avere un censimento degli esemplari”.

Il vero problema secondo l’Enpa è un serio impegno contro il randagismo: “I cani vengono lasciati liberi di vagare, non sterilizzati e spesso neanche microchippati e spesso si riproducono con i lupi. A differenza del lupo però che si tiene alla larga dall’uomo, i cani randagi si avvicinano e predano gli animali da allevamento lasciati comunque a loro stessi. E i controlli su questo non ci sono. Partiamo dall’applicare le leggi esistenti, implementiamo i fondi per i recinti elettrificati e le sovvenzioni per i cani da guardiania, acceleriamo i rimborsie controlliamo che le sovvenzioni siano effettivamente utilizzate dai pastori.

Qualche settimana fa l’Enpa ha documentato l’ultimo caso di un lupo ucciso da un bracconiere: “Ma sono pochi i casi che emergono perché i bracconieri di solito li sotterrano e nessuno ne sa più nulla. Non neghiamo che esista un conflitto ma lo strumento non può essere certo l’abbattimento dei lupi. In generale poi, nel 2017 non è accettabile vedere come anche nel caso degli ungulati che il problema sia gestito dal punto di vista venatorio consentendo a chi ha creato il problema, in questo caso i cinghialisti, di risolverlo”