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Parcheggio del San Martino, la “via crucis” continua: i tempi non saranno brevi

Genova. Una storia che parte quasi vent’anni fa e che sembra davvero infinita. E’ la storia del parcheggio interrato dell’ospedale San Martino, una voragine abbandonata proprio nel cuore di uno degli ospedali più grandi d’Europa.

Diciassette anni, più o meno, dalla firma della convenzione poi l’incarico, i problemi progettuali, le prime richieste di proroga, fino ad arrivare alla rescissione del contratto. Un iter infinito riportato in aula all’attenzione di Tursi, dal consigliere 5 Stelle, Mauro Muscarà che ne ha ripercorso le tappe chiedendo anche chiarimenti sulla notizia di un necessario risarcimento di 3 mlm di euro da parte di Tursi.

“Una via crucis che risale più precisamente al 1999 – ha ricordato l’assessore Gianni Crivello rispondendo al consigliere –  Poi nel 2003 la proposta realizzazione, nel 2004 la concessione, nel 2005 il contratto e nel 2007 il concessionario ha firmato con Sigenco che ha vinto la gara”. Quindi l’avvio dei lavori “con diversi problemi, il ritardo per gli spostamenti delle attività commerciali, le prescrizioni dei vigili del fuoco, le richieste di proroga e, infine, la rescissione del contratto nel 2012”.

Dopo di che la concessionaria Saba si è rivolta all’impresa successiva in graduatoria che però non ha accettato. “Di fatto – ha spiegato l’assessore – da metà 2015 è partita la fase di rinegoziazione in un contesto profondamente cambiato”. Avanzata anche la possibilità di rivisitare il progetto con l’abbassamento del parcheggio da 5 a 3 piani, e con richiesta di indennizzo, in parte economica e in parte con parcheggi.

“Siamo in fase di contrattazione, il rischio di domanda resta a carico del concessionario, ma, va ricordato, lo scenario è pesantemente cambiato. Stiamo tentando di portare a termine questa fase: se si concludesse andrebbe poi riattivata una nuova gara con tempi che certo non saranno brevi”.

Se cioè si approvasse la delibera entro il prossimo bilancio, i lavori inizierebbero 12 mesi dopo, per poi concludersi circa, altri due anni dopo.