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Mercato del pesce a Ca’ de Pitta, la Regione: “Scelta inadatta”

Genova. “Nonostante le ripetute sollecitazioni che già dalla scorsa estate avevamo fatto rendendoci portavoce delle istanze degli operatori, all’ingrosso e al dettaglio, il Comune di Genova ha pensato bene di procedere per la propria strada e di portare a termine un trasferimento che non tiene conto delle reali esigenze logistiche delle imprese del comparto”.

Lo dichiara l’assessore regionale alla pesca Stefano Mai intervenendo sul trasferimento del mercato del pesce di Genova da piazza Cavour all’area dei macelli di Ca’ de Pitta in Valbisagno. “Ieri – aggiunge l’assessore regionale al Commercio Edoardo Rixi – alla prova del nove dell’apertura dei cancelli, i nodi sono ovviamente arrivati al pettine. Per la mancanza d’ascolto dimostrata in questi mesi dal Comune, totalmente scollegato dalla realtà, viene messa a rischio la tenuta dell’intera filiera ittica, genovese e ligure, penalizzando i commercianti al dettaglio e all’ingrosso costretti a dover lavorare in una struttura che neppure riesce ad accoglierli, con spazi e parcheggi assolutamente insufficienti”.

Gli assessori regionali Mai e Rixi, già questa estate, avevano espresso parere contrario al trasferimento del mercato dalla sede storica. “Abbiamo sempre concordato – ricorda l’assessore Mai – con gli operatori, i commercianti e con le associazioni nel ritenere il trasferimento a Ca’ de Pitta fosse una scelta sbagliata perché la sede non è né idonea né funzionale alla piena operatività delle attività del mercato. Ci eravamo dati disponibili a un confronto tecnico col Comune per sondare ogni possibile soluzione per sventare il trasferimento, ma in concreto non ci è mai stata la volontà di perseguire strade alternative. Chiederemo nuovamente al Comune di rivedere la propria decisione: certamente c’è stato un investimento di risorse pubbliche su una sede inadatta, ma pensiamo che ancora la rotta si possa correggere per evitare di smantellare la filiera della pesca ligure oggi messa ancora più a rischio, oltre che dalle assurde regole imposte dall’Unione europea, anche dalla difficoltà di poter vendere sul mercato interno, quindi nei ristoranti liguri, il proprio pescato”.

L’assessore Mai non esclude che per la sede del mercato di piazza Cavour possano esserci ancora delle prospettive. “Come ho già detto – continua l’assessore Mai – ci siamo resi disponibili a valutare soluzioni diverse dal trasferimento e a mettere in campo anche le risorse del Feamp, il fondo europeo per gli affari marittimi e per la pesca, per ridare vita alla storica sede di piazza Cavour, che, a due passi dal mare e dal Porto Antico di Genova, rappresenta una collocazione naturale e di grande appeal turistico che si sarebbe potuto già sperimentare nel contesto dell’ormai prossimo Slow Fish, ma, vista la chiusura decisa dal Comune, non potrà concretizzarsi nell’edizione 2017, oramai alle porte. Dispiace riscontrare che il Comune non abbia mai valutato l’ipotesi di recupero dell’immobile tramite una ristrutturazione funzionale al mercato, investimento che sarebbe stato interamente a carico degli operatori del settore, e di salvare la sede storica che rappresenta un pezzo di storia importante nella filiera ittica locale”.