Genova, affido familiare: aumenta il contributo per i genitori - Genova 24
Oggi in aula rossa

Genova, affido familiare: aumenta il contributo per i genitori

emanuela fracassi

Genova. Sarà istituito un Centro Affido Familiare, con sede al piano terra del Matitone. La nuova organizzazione permetterà una migliore funzionalità e una più intensa collaborazione tra Comune, Asl 3 Genovese e associazioni delle famiglie.

Data l’importanza dell’argomento, Emanuela Fracassi, assessore alle Politiche socio sanitarie, ha voluto sottoporre la proposta, che considera di importanza strategica, alla commissione VII – Welfare prima che alla Giunta. L’incontro si è tenuto questa mattina con la presidenza di Cristina Lodi (Pd) e la presenza di rappresentanti dei Municipi, della Asl e delle organizzazioni dei genitori affidatari.

Il Comune di Genova fu un precursore in materia di affido familiare, dotandosi di un regolamento già nel 1978, mentre è del 1983 la legge 184 che sancisce il diritto per i minori di crescere in una famiglia. In seguito a recenti interventi legislativi nazionali e regionali, il vecchio regolamento decadrà e partirà una riorganizzazione del servizio, su cui Genova mantiene il primato, con oltre 300 minori in affido contro i circa 200 di Milano, per esempio, che ha una popolazione doppia. Il Comune partecipa anche a un gruppo regionale e a una sperimentazione nazionale in collaborazione con l’Università di Padova.

L’organizzazione dell’affido familiare è molto complessa, perché in primo luogo richiede un’attenta selezione tra le famiglie candidate e, in seguito, controllo, assistenza, formazione e un modesto sostegno economico ai volontari prescelti.

Un’organizzazione complessa per un servizio che è fondamentale: sia per la qualità dei risultati raggiunti, sia perché la protezione e la cura dei minori sono compito del Comune, sia perché crescere in famiglia è per un minore sempre preferibile, tranne che nei limitati casi in cui è invece necessario l’intervento di una struttura professionale.

I genitori affidatari sono da considerarsi come operatori non professionali e “co-erogatori di un servizio sociale”, come dice il rappresentante di Affidamento.net, un coordinamento di famiglie e associazioni. La nuova normativa regionale impone che il contributo in loro favore sia equiparato alle pensioni minime: era fermo dal 2003 a circa 300 euro e aumenterà fino a 500.

“Il livello di integrazione e di collaborazione con la Asl e con le associazioni dei genitori – sostiene Fracassi – è già molto buono, ma potrà migliorare con il nuovo Centro, grazie a cui sarà possibile anche coinvolgere maggiormente la Città metropolitana e i comuni che la compongono, sfruttando anche le potenzialità di una scala più ampia e ottenendo vantaggi in termini di razionalizzazione dell’impiego di personale”.

Proprio sul personale la commissione ha lanciato l’allarme, in particolare con gli interventi di Cristina Lodi e Claudio Villa (Pd), richiedendo un incontro con gli assessori Isabella Lanzone (Personale) e Francesco Miceli (Bilancio). L’organico degli assistenti sociali, che devono gestire interventi sempre più numerosi e complessi a causa della crisi e delle varie iniziative di sostegno ai poveri in aumento, è gravemente insufficiente. Anche Clizia Nicolella (Lista Doria) ha espresso preoccupazione per le modalità di impiego degli assistenti sociali sul territorio.

Sono intervenuti anche Guido Grillo (Pdl), che ha criticato il mancato aggiornamento del regolamento, Stefano De Pietro e Paolo Putti (M5s), che ha sottolineato l’importanza di propagandare il servizio tra i cittadini per ottenere una più vasta platea di possibili famiglie volontarie.
Oltre ad Affidamento.net era presente il Forum delle famiglie, che riunisce una trentina di coppie di volontari.