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Genova

Freddo e senzatetto, Auxilium: “Passare da emergenza annunciata a responsabilità di tutti”

clochard

Genova. L’inverno, fattosi particolarmente rigido in queste settimane, ha portato all’attenzione pubblica l’emergenza freddo per le persone senza dimora. Il rischio – divenuto realtà già per troppe persone in pochi giorni – è letteralmente quello di morire di freddo, durante la notte. “Anche a Genova, il 29 dicembre scorso, una persona che conoscevamo è stata rinvenuta senza vita in un giardinetto pubblico, forse una delle prime vittime di questo inverno in Italia.mEppure il freddo non può essere considerato una emergenza: ogni anno l’inverno arriva e minaccia chi vive in strada”. Questo si legge in una nota di Fondazione Auxilium.

Da tempo, Comune di Genova e gli enti del Terzo Settore – tra cui Auxilium – con il sostegno della Regione Liguria, attivano servizi straordinari in rete, al fine di rispondere con il più ampio raggio possibile al bisogno dei cittadini senza dimora. “Grazie a Caritas Diocesana, inoltre, Auxilium attiva un ulteriore dormitorio straordinario con 28 posti presso il Monastero dei Santi Giacomo e Filippo. Eppure tutto questo non basta. Non solo perché il numero dei posti letto straordinari non pareggia il bisogno. Non solo perché alle persone italiane senza dimora si stanno aggiungendo le persone migranti che, non avendo diritto all’asilo o essendo uscite dai percorsi di accoglienza per scadenza dei tempi di legge, finiscono per strada. In realtà non basta perché, se il freddo per la pubblica opinione è ancora un’emergenza, è per un problema culturale che è forse meno urgente di ciò che si può affrontare con una coperta, ma ben più determinante nel profondo”, prosegue la nota.

“Occorre cambiare percezione su chi passa la propria vita in strada. Occorre la disponibilità a capire le cause che portano una persona all’emarginazione estrema fino alla morte, liberandosi magari dall’idea che sia una scelta. Occorre decidere di approfondire i tanti aspetti che si intrecciano alla vita senza dimora – la povertà economica, le fragilità relazionali, psichiche, familiari, le mancate risposte sociali – accostando l’operato delle diverse realtà che si occupano di questi temi nella nostra città. Insomma, occorre partecipare. Con una rinnovata sensibilità, con il volontariato, con le donazioni. In tutti i modi. Sempre. Ora è certamente il momento di agire e lodevoli sono tutte le iniziative poste in atto. Dopo, però, quando il freddo si allenterà, sarà il tempo per non dimenticare e per passare da una ciclica ‘emergenza annunciata’ ad una autentica responsabilità di tutti e ad una risposta condivisa da parte di tutte le componenti sociali”, termina la Fondazione.