Quantcast
Le controproposte

Emergenza Pronto Soccorso, Cgil a Regione: “I pannicelli caldi non bastano”

2 gennaio 2017, caos nei pronto soccorso

Genova. “I “pannicelli caldi” tirati fuori in piena emergenza dalla Regione, come quelli di allungare l’apertura al sabato (e la domenica e i notturni?) degli ambulatori dei medici di base o l’apertura temporanea di alcuni posti letto di unità di crisi negli ospedali di maggior affollamento” non bastano. A dirlo, con una nota a due mani, gli esponenti della Cgil, Igor Magni e
Eugenio Leri, a seguito dell’emergenza che dura ormai da settimane nei pronto soccorsi ospedalieri in Liguria, con conseguenti gravi disagi agli ammalati, costretti a sostare per lunghi periodi sulle barelle, così come per gli operatori, sempre più ridotti nel numero a causa del blocco delle assunzioni e costretti a ritmi di lavoro stressanti.

Altre sono le soluzioni, secondo il sindacato: “dal potenziamento delle campagne vaccinali a quello dei servizi territoriali (case della salute, ospedali di distretto) dove organizzare moduli assistenziali H24 (da anni chiediamo l’avvio almeno delle sperimentazioni) coinvolgendo aggregazioni di medici di base, di continuità assistenziale, specialisti, infermieri, tecnici di radiologia ecc; potenziare l’assistenza domiciliare dei medici di base degli infermieri e degli operatori socio sanitari allo scopo di garantire la continuità assistenziale in particolar modo ai malati cronici ed anziani molto spesso soli”.

“Sulle proposte di soluzione sopra esposte esistono già normative legislative ed indirizzi nazionali e regionali di sostegno – scrivono Magni e Lari – ad oggi inapplicati per mancata volontà e lassismo dei livelli istituzionali competenti per cui i lavoratori e i cittadini oggi pagano ritardi e mancate volontà di cui non sono responsabili”.

Più informazioni
leggi anche
  • Sperimentazione
    Emergenza Pronto soccorso, c’è l’accordo: studi medici aperti al sabato mattina in Liguria
    studio medico