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Grido d'aiuto

Emergenza freddo, la fondazione Auxilium: “Oltre ai senza dimora, servono spazi per i migranti”

Rischia di non reggere il Piano Inverno del Comune di Genova e che garantisce comunque 100 posti in più per gli homeless

clochard

Genova. Colpirà soprattutto più a sud, l’ondata di gelo in arrivo da Nord Est, ma già in queste ore Genova e dintorni stanno registrando temperature ben più basse rispetto alla media degli ultimi giorni. E il vento di tramontana rende il freddo ancora più percepibile.

In questo quadro si alza il livello di preoccupazione per chi non ha una casa: un insieme di persone destinato che, nell’ultimo anno, si è ingigantito, in parte per l’aumento del numero di chi vive al di sotto della soglia di indigenza – tra 1000 e 1500 cittadini si rivolgono con continuità alle strutture di accoglienza e aiuto – in parte per il sommarsi dell’emergenza migranti.

Ed è per questo che chi si occupa di dare ai senzatetto un letto e un pasto teme che risorse e spazi presto non basteranno più: “Purtroppo – spiega Alberto Mortara, della rete Auxilum di Caritas – sono sempre di più i casi di migranti che, anche se riescono a ottenere un permesso di soggiorno o il diritto di asilo, non sanno poi come mantenersi e finiscono così nel circuito degli homeless“. “Il problema – continua Mortara – è che i punti di accoglienza della rete locale sono già sottodimensionati e il numero di migranti in città continua a crescere”.

Povertà, Caritas

Rischia dunque di non reggere neppure il “piano inverno” fatto scattare anche quest’anno dal Comune di Genova in collaborazione con diverse associazioni sul territorio (tra queste, Auxilium Caritas, San Marcellino, Massoero 2000). “Abbiamo 295 posti letto, 100 in più rispetto agli altri giorni dell’anno, a disposizione per far fronte all’emergenza freddo – dice Emanuela Fracassi, assessore alle Politiche sociosanitarie – e in caso di cali di temperatura drastici, accordi sul territorio per dare un riparo a chi vive per strada”.

In questo inizio 2017, diversamente rispetto agli anni passati, i senza dimora non potranno contare sull’atrio della stazione Brignole e sulla sala d’attesa della stazione Principe, che venivano messi a disposizione dalle Ferrovie dello Stato nei giorni più rigidi. Il passaggio a Grandi Stazioni e i lavori di restyling li hanno destinati a spazi commerciali.

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