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Depuratore del Tigullio orientale, accordo per l’impianto al Lido di Chiavari

Il 3 febbraio assemblea ATO

Chiavari. Dopo quasi un anno e mezzo di animato confronto con le amministrazioni comunali e le comunità del Tigullio Orientale, Città metropolitana di Genova ha infine individuato, sulla scorta di verifiche ingegneristiche fatte da Iren, gestore della rete idrica, una collocazione per il nuovo depuratore di Chiavari e della Valle dell’Entella, e l’ha sottoposta questa mattina (insieme al progetto di depuratore già da tempo fatto per Sestri Levante e la Val Petronio) al sindaco di Chiavari e agli altri sindaci delle due valli, ottenendo da questi un primo consenso, che andrà adesso approfondito (un incontro è previsto il 24 gennaio): si tratta dell’area del Lido di Chiavari, dove sorge la piscina comunale oggi dismessa.

Già da tempo la decisione originaria assunta nel settembre 2015 dall’assemblea dell’Ato Acqua (ovvero dai 67 sindaci metropolitani) di costruire sulla cosiddetta ‘Colmata’ di Chiavari un unico impianto comprensoriale di depurazione da 210.000 abitanti equivalenti che servisse sia la valle dell’Entella (Chiavari, Lavagna ed entroterra) sia la Val Petronio (Sestri Levante ed entroterra) era stata rivista, a causa della forte opposizione del Comune di Chiavari, a favore della soluzione dei due impianti separati, uno per vallata: identificata per la Val Petronio l’area di Ramaia, a Sestri Levante (impianto da 70.000 abitanti equivalenti), restava da individuare un sito per il depuratore della valle dell’Entella (140.000 abitanti equivalenti), e oggi finalmente la soluzione è stata trovata.

Se il 24 gennaio la decisione del territorio sulla collocazione del depuratore al Lido di Chiavari sarà positiva, il 3 febbraio in Città metropolitana si terrà l’assemblea Ato che sancirà la revisione della delibera sul depuratore unico assunta nel settembre 2015.

“Con questo accordo – afferma Enrico Pignone, consigliere delegato all’ambiente della Città metropolitana – sono avviate a soluzione tutte le situazioni critiche del territorio metropolitano, che come molte altre zone d’Italia era sotto procedura di infrazione da parte dell’Unione europea perché non rispettava i parametri comunitari sulla depurazione delle acque reflue, e quindi a questo punto dovrebbero essere scongiurate le non lievi sanzioni Ue. La chiave per uscire dall’impasse è la collaborazione fra enti, come riconosciuto dal ministro Galletti nel giugno 2016 in occasione dell’inaugurazione del depuratore di Recco”.

A proposito dell’impianto di Recco, Pignone ritiene molto improbabile che possa arrivare la sanzione Ue, anche se sotto il profilo giuridico è in teoria possibile, in quanto deve trascorrere un anno dall’inaugurazione (quindi ancora 5 mesi) prima che il rischio sanzione sia definitivamente scongiurato.

“Per quel che riguarda Rapallo – aggiunge il consigliere delegato all’ambiente – il progetto del nuovo depuratore in località Ronco è da tempo approvato, il cantiere consegnato all’impresa e i lavori sono ormai avviati; a Santa Margherita Ligure l’impianto inaugurato nel 2013 è pienamente operativo e infine sono ormai approvati anche i progetti di Arenzano e di Genova Cornigliano, il cosidetto Dac (depuratore area centrale genovese), che sorgerà in un’area ex Ilva vicina alla foce del torrente Polcevera e quindi più lontana dalle case rispetto a quella dove sorge l’attuale depuratore, che peraltro è a norma. Sono già in esecuzione le opere preliminari”.