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Il day after di Cristian Tangredi e della Sestrese

"Belli di notte", i giocatori della Sestrese calcano le orme di Zibì Boniek, giocando una partita memorabile nella serata di Coppa

Rapallo. “La notte é più bella, si vive meglio… il buio la trasforma e le cambia forma, il giorno cambia leggi e cambia governi e passano le estati e passano gli inverni, la gente della notte sopravvive sempre”.

“Gente della notte”, di Lorenzo Jovanotti, è la colonna sonora dei giocatori della Sestrese, che si sono impadroniti, in una fredda notte invernale, della Coppa Italia, superando il Moconesi, peraltro “caduto in piedi”, al termine di una battaglia sportiva, durata novanta minuti.

E’ stata una lunga, piacevole notte per i verde-stellati e il “day after” ha un sapore particolare, da gustare lentamente, vero Cristian Tangredi?

“Sono anni che gioco a calcio, ma le sensazioni sono ancora quelle di un ragazzino, che assapora il gusto della vittoria per la prima volta. Siamo entrati nella storia… per la Sestrese è la quinta Coppa vinta, mai nessuno in Liguria è riuscito a fare tanto; siamo orgogliosi di aver partecipato ad una gara che sarà ricordata a lungo, perché anche gli avversari meritano tutti gli onori”.

Essendo infortunato, non hai potuto giocare… immagino che, al di là del ruolo di capitano non giocatore, svolto nello spogliatoio prima, dopo la partita e sugli spalti, tu abbia un po’ di rammarico?

“Purtroppo non sono riuscito a recuperare… volevo riscattare la sconfitta, subita nella finale con la Sammargheritese nel 2013, ma evidentemente era scritto nel destino… ma sai che ti dico? Sono felice, come se fossi sceso in campo”.

Chi, fra i compagni, merita una citazione particolare?

“Il portiere Rovetta e Merialdo (ndr, capitano al posto di Tangredi) hanno disputato una partita perfetta, ma credo che la palma di migliore in campo sia da attribuire alla forza morale e caratteriale del gruppo… questa ha fatto la differenza, consentendoci di mettere le mani sull’ambito trofeo”.

Come spieghi l’altalenante rendimento offerto in Campionato e l’eccellente cammino in Coppa? Vale anche per voi il termine “belli di notte”, che l’avvocato Gianni Agnelli, aveva coniato per Zibì Boniek, solito giocare in modo straordinario nelle gare serali della Juventus degli anni ’80?

“Forse la partita ‘secca’, che non dà alternative tra vittoria e sconfitta, ci dà un surplus di forze, diverse dal campionato, dove abbiamo faticato molto, non riuscendo a dimostrare che i valori della squadra sono importanti. La rosa è competitiva e mister Pandiscia ha dato la sua impronta… ma non riusciamo a dare quello che dovremmo ed ogni sforzo viene così vanificato”.

Alla luce di questo trionfo notturno, pensi che gli obiettivi del 2017 possano cambiare?

Il traguardo che dobbiamo centrare è quello della salvezza e senza passare attraverso le forche caudine dei play out; la classifica non ci permette di sognare e tanto meno di fare voli pindarici, anche se le ultime gare di Campionato e Coppa hanno portato alla luce le potenzialità della squadra. Ragion per cui, messi alle spalle i giusti festeggiamenti, da venerdì dobbiamo resettare tutto e pensare a come uscire indenni dalla trasferta sul difficile campo del Valdivara”.

Insomma per tornare a Jovanotti… “leggere prima di tutti, sapere in anteprima tutti i fatti belli e brutti, di notte le parole scorrono più lente, però é molto più facile parlare con la gente, conoscere le storie, ognuna originale”.

Parole da capitano…