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Dalla Iplom alla Sigemi: le 14 industrie più a rischio incidenti nella provincia di Genova

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Genova. Sono 14 le industrie più a rischio di incidenti nella provincia di Genova. Una vera e propria mappa è stata stilata oggi in Prefettura nel corso di un incontro col prefetto Fiamma Spena a cui hanno preso parte numerosi amministratori dei comuni interessati. Questo per garantire ai cittadini la massima trasparenza e permettere loro di fornire osservazioni sui piani di emergenze esterne in caso di disastri che possono prevedere l’evacuazione della zona.

La lista delle aziende più pericolose è stata stilata sulla base del decreto ministeriale del 29 settembre 2016, che impone la predisposizione dei piani di emergenza esterna delle industrie maggiormente a rischio di incidenti rilevanti. Nella mappa, pubblicata sul sito della prefettura di Genova, ci sono 14 aziende divise in due gruppi: nel primo ci sono le 4 ditte su cui ancora i cittadini possono presentare osservazioni sul piano di sicurezza.

Sono Iplom di Busalla, Sigemi (deposito di olii) di San Quirico, A-Esse Spa (fabbrica ossidi di Zinco) di Carasco
e il deposito del porto Petrolio di Multedo. Nell’altra lista altre 10 attività a rischio in cui però i cittadini non possono più suggerire modifiche ai piani di emergenze perché è scaduto il tempo utile per farlo. Le ditte sono: La Superba (deposito petroli) di Multedo di Pegli, Silomar (liquidi ed affini) di ponte Etiopia; Petrolig di calata Stefano Canzio, in porto; Eni Porto di Calata Sanità, sempre in porto, Carmagnani di via dei Reggio, a Pegli; il deposito Iplom di Fegino.

Concludono la lista le ultime quattro attività ritenute meno a rischio rispetto alle altre per minore quantitativo di prodotti stoccati: Tecnomine Sas Consulenze Demolizioni e vendita di via Rollino, a Sestri Ponente; Getoil di calata Giaccone, nel porto Genova; Autogas Nord (gas e liquefatti) di Cogoleto e la ditta Aoc (trattamenti e recupero di rifiuti liquidi) di calata olii minerali, sempre nel porto di Genova.