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Campasso, palestra, asilo e start-up nel futuro del “mercato dei polli” fotogallery

La struttura abbandonata dagli anni Ottanta potrà risorgere, forse già alla fine del 2017, grazie a un bando vinto dal Comune di Genova

Genova. Il Campasso è un quartiere dimenticato, nascosto. Ricorda le borgate romane, Tor Marancia, Garbatella, e come queste ultime potrebbe diventare un luogo da riscoprire. Ma è collocato in una terra di mezzo tra Certosa e Sampierdarena e, per arrivarci, bisogna conoscere la strada. Un tempo era vivace e animato da una popolazione di operai e famiglie. Oggi restano poche attività commerciali: un panificio, un paio di bar, una carrozzeria. Per questo, la trasformazione di uno dei buchi neri dell’urbanistica cittadina – l’ex mercato ovicolo – potrebbe rappresentare il rilancio definitivo per la zona.

La struttura, oltre 4500 metri quadri di superficie coperta, risalente alla fine del 1800 e quindi in parte vincolata dalle Belle Arti, è di proprietà comunale. E’ dismessa dal 1982, quando fu fatta chiudere per i disagi che l’attività mercatale procurava al quartiere. Dopo anni di tentativi (nel 2013, in particolare, Spim aveva tentato con un progetto di social housing), potrebbe finalmente essere ristrutturata grazie a un bando del Governo vinto dal Comune di Genova.

Tursi si è aggiudicato il finanziamento per una serie di interventi programmati nei municipi Centro Ovest e Valpolcevera, uno stanziamento di 18 milioni di euro che rientra nel “Programma nazionale straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle Città Metropolitane e dei Comuni capoluogo di provincia”. A questo si aggiungono 6 milioni stanziati dal Comune, per un ammontare complessivo di 24 milioni di euro.

ex mercato ovicolo campasso

“Un fatto davvero positivo – dice Franco Marenco, presidente del municipio Centro Ovest – perché permetterà di intervenire con meno stress per la fattibilità economica e la struttura potrà essere destinata esclusivamente a uso pubblico”. D’accordo Marisa Gazzo, presidente del comitato Cittadini del Campasso: “Per noi è importante avere un centro di aggregazione, un valore aggiunto, ed è importante che i lavori partano in fretta e non resti tutto, ancora una volta, solo su carta”.

Tra i 24 milioni di euro a disposizione della pubblica amministrazione si troveranno quelli necessari a cambiare per sempre il destino dell’ex mercato ovicolo. Ma in cosa consiste il progetto di recupero?

“Il grande cambiamento rispetto al disegno di Spim consiste nella cancellazione delle abitazioni – spiega Marenco – piuttosto, gran parte degli spazi saranno demoliti per dare vita a spazi aperti e chiusi per la cittadinanza. Nel corpo centrale, quello della facciata e del portale, vincolato, sarà realizzata una scuola materna“. Qui sarà trasferita quella comunale già esistente in via Pellegrini. “Questa è una delle priorità – aggiunge Matilde Gazzo – l’asilo attuale andrebbe rinnovato interamente”. Sempre nel corpo centrale, nei fondi, potrà trovare spazio un piccolo supermercato di quartiere. Sul lato destro ci saranno alcune demolizioni e la costruzione di una palestra e di un incubatore di start-up, mentre quello sinistro sarà totalmente abbattuto per realizzare un campo da calcio a 7 e la sede di una società sportiva. “Punteremo sullo sport e sui servizi pubblici – dichiara Gianni Crivello, assessore ai Lavori Pubblici del Comune – per creare un polo che rilanci davvero il quartiere e gli dia una connotazione precisa, dal punto di vista culturale e sociale”.

Generica

I tempi: “Entro il 28 febbraio il Comune di Genova deve firmare la convenzione relativa alla vincita del bando” annuncia Gianni Crivello. Entro i successivi 60 giorni dovranno essere presentati i progetti definitivi. Di quello del Campasso si occupa Sviluppo Genova, incaricato da Spim e Comune. Quindi si andrà a gara per assegnare i lavori che, nel migliore dei casi, potrebbero iniziare già alla fine del 2017.

Secondo gli abitanti, oltre a pensare alla destinazione futura dell’ex mercato ovicolo, bisognerà ripensare la viabilità. “Speriamo in due carreggiate parallele a via Campasso, la parte inferiore della strada, ricavate su spazi delle Ferrovie – spiega Matilde Gazzo – è fondamentale infatti migliorare l’accesso dei mezzi provenienti da Brin”.