Quantcast
Il personaggio

Busalla, il ritorno di Pietro Arnulfo per scalare la classifica

Da Novellino a Cannistrà, dalla Samp al Busalla… quello che conta è giocare e … “fare goal”

Genova. L’anno nuovo parte con il piede giusto per Pietro Arnulfo, attaccante classe ’89 (reduce da un paio di infortuni muscolari, che lo hanno tenuto fermo ai box per quasi tutto il girone di andata), che torna a disposizione di mister Cannistrà, ben felice di poter disporre nella sua faretra (leggi rosa) di una freccia particolarmente appuntita, per centrare l’obiettivo salvezza del Busalla.

Arnulfo ha avuto, nella stagione 2006/07, la soddisfazione di esordire in Serie A, con la maglia della Sampdoria, lanciato da Walter Alfredo Novellino, in un Sampdoria-Catania, vinta dai blucerchiati 1-0 (rete di Cristian Zenoni).

In seguito, è passato in prestito al CuoioCappiano, squadra toscana militante in C2, mentre le successive tappe l’ hanno portano a Figline, Ligorna (dove ha vinto il campionato, realizzando 9 reti), Rapallo e da quest’anno a Busalla.

Domanda ovvia, la prima… Rimpianti per non aver potuto continuare a giocare ai livelli d’ inizio carriera?

A Figline ho subito un brutto infortunio, che mi ha tenuto lontano per ben due anni dai campi di calcio, proprio nel momento (ndr, a 21 anni), in cui potevo esprimere il massimo delle mie potenzialità. Naturalmente manca la controprova su quanto avrei potuto fare… Diciamo, dunque, che sono contento di quello che faccio… Supportato da ottimo lavoro, riesco a giocare a buoni livelli, in una società seria, quale è il Busalla. Un ambiente genuino, dove si respira aria sana, con un gruppo affiatato, al punto che spero proprio di poter stare a lungo qui, in Valle Scrivia”.

Una vera e propria dichiarazione d’amore, quella del “ragazzo” lanciato da uno dei migliori mister della storia blucerchiata, “Monzon” Novellino. Proviamo allora a stuzzicare Arnulfo… Avete terminato il girone di andata a 18 punti, al dodicesimo posto in graduatoria, ma se dividiamo il campionato in tre mini cicli di cinque partite cadauno, si nota che avete totalizzato sei punti all’inizio, undici nel secondo e solo uno nel terzo. Un calo, che vi ha portato in una situazione scomoda… tanto che, se fosse finito qui il campionato, dovreste disputare i play out col Rapallo. Non ti sembra che questa classifica strida con la bontà dell’organico e il bel gioco di mister Cannistrà?

“Siamo stati sconfitti tre volte fra le mura amiche e questo ci ha fatto perdere punti importanti, ma sono certo che ci attesteremo ben presto a centro classifica… Gli infortuni hanno avuto il loro peso, anche se dobbiamo migliorare in fase realizzativa e per questo ci darà sicuramente una grossa mano Cagliani, ritornato dal Sori nell’ultima sezione del mercato, anche se in compenso Roselli è passato al Baiardo”.

Vuoi dirci il nome del compagno di squadra che ti ha colpito maggiormente?

“Ottoboni (ndr, figlio d’arte; il padre è stato una bandiera dei valligiani), un classe ’96 che ha potenzialità enormi. Diventerà un top player. E poi il mio grande amico Compagnone, che ritengo sia il giocatore con più qualità di tutta la categoria”.

Obiettivi personale?

“Stare bene fisicamente e giocare il maggior numero di partite possibili… sperando di accontentare il presidente Nano, che mi ha chiesto la  realizzazione di almeno cinque reti da qui alla fine del campionato”.