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Amiu-Iren, delibera in Aula Rossa. I lavoratori ai consiglieri comunali: “Votate No”

Intanto la Cgil precisa: "Rottura con le altre sigle, ma saremo in piazza"

Genova. “La delibera trova contrari associazioni ambientaliste, associazioni di categoria, lavoratori, ognuno per il suo pezzo: vorrà pur dire qualcosa e ognuno ha senz’altro un po’ di verità. Siamo oltre 1700 lavoratori del Gruppo Amiu: è una colpa se vogliamo difendere il nostro posto di lavoro, la nostra professionalità e non vederla messa in discussione da una azienda che con la nostra città oramai ha pochissimi rapporti?”. Una lettera aperta, scritta da un (folto) gruppo di lavoratori Amiu e diretta ai consiglieri comunali genovesi, nel giorno in cui la delibera Amiu-Iren si appresta a sbarcare in Aula Rossa portando con sé la protesta degli stessi lavoratori, la spaccatura nel sindacato e le evidenti difficoltà in seno a una maggioranza sull’orlo di una crisi di nervi, traballante fino a poche ore fa.

I lavoratori a larghissima maggioranza hanno votato contro l’intesa che Cgil-Uil-Fiadel hanno stipulato con la Giunta, motivando il loro NO col fatto che questa azienda di fatto viene privatizzata, che il controllo pubblico non sarà più possibile, Genova diventerà sempre più dipendente da scelte fatte a Torino o a Reggio Emilia e il servizio pubblico, i posti di lavoro, le retribuzioni dei lavoratori saranno a rischio”.

Secondo l’Unione dei Lavoratori Amiu in questo modo Tursi di fatto “rinuncia a far funzionare questa azienda e a risanarla dopo che, se Amiu è passata da un bilancio in attivo del 2012 a un bilancio passivo, è per scelte non fatte o per scelte sbagliate di chi dal 2007 ha governato questa città”.

Di qui, e dopo l‘assemblea dei lavoratori di ieri mattina, la convocazione (Cgil esclusa) di una assemblea generale alle 13.30 a Tursi.

“In fondo chiediamo di avere più tutele e certezza di investimenti a Genova – è la conclusione della lettera – Per questo abbiamo chiesto di inserire l’accordo di luglio 2016 nella delibera, ma questo Iren non lo vuole e il Comune si adegua. Per questo siamo in piazza per difendere futuro nostro e di una azienda genovese, che, pur con mille difetti, sino a oggi ha saputo dare risposte ai cittadini”. E in calce la richiesta, esplicita ai consiglieri: “Per questo, ti chiediamo di votare No (alla delibera)”.

Intanto già da ieri i cassonetti in città strabordano di spazzatura. Mancato straordinario, primi effetti.

La Cgil intanto in una nota della funzione pubblica indirizzata ai lavoratori precisa che “aderisce e sarà presente alle iniziative programmate” e che si è arrivati “a una rottura” con le altre sigle a causa di “divergenze sui comportamenti tenuti durante la vertenza in essere”.