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Verso Genova 2017, la sinistra al Pd dopo il trionfo del no: “Renzi ha ucciso il centro sinistra, ora ripartiamo da noi”

Genova. “Questa battaglia per la Costituzione è stata anche un’occasione importante per riscoprirci come sinistra e da lì vogliamo andare oltre, proprio partendo da questo fronte del No”. Massimiliano Milone, segretario provinciale di Sel, riassume gli umori a sinistra il giorno dopo la débâcle del Pd sul voto per il referendum costituzionale. “E’ evidente che non esiste più il centro sinistra di qualche anno fa – aggiunge rispondendo all’auspicio del segretario del Pd genovese Alessandro Terrile che considera indispensabile una coalizione di centro sinistra – perché Renzi lo ha ucciso così come è impensabile ad oggi un’alleanza con il Pd che voglia proporre un candidato proveniente dal suo partito” .

Per il consigliere regionale di Rete a sinistra Gianni Pastorino prima di alleanze e nomi, in ogni caso, le priorità sono altre: “Per il futuro di questa città non sono accettabili programmi, né alleanze politiche, che possano prescindere da un’attenta analisi sociale, dalla crisi del lavoro, dalle nuove povertà, dalla precarietà di intere generazioni, dalla distruzione del tessuto produttivo locale avvenuta in questi ultimi anni, da tutto ciò che segna negativamente il presente di Genova. Solo partendo da questa riflessione potremo riportare la politica al centro del nostro dibattito”.

La necessità di ripartire dal sociale è condivisa da Rifondazione: “Non ci devono interessare logiche politiciste, fotocopie sbiadite delle esperienze di governo del centrosinistra che oggi sanno tanto di conservazione di un determinato ceto politico – dice Davide Ghiglione – bensì dobbiamo essere capaci di intercettare questo disagio e non lasciarlo preda del razzismo dei fascioleghisti, della demagogia del centrodestra o del populismo grillino. La strada non è semplice ma dobbiamo rimetterci al lavoro con la stessa determinazione di prima”.

Per il consigliere della Federazione della sinistra Antonio Bruno, però l’ipotesi di un Doria-bis è inaccettabile: “L’esperienza della giunta Doria è stata deludente – dice – e fortemente antitetica agli obiettivi per cui è stato eletto. Stato precario dei servizi pubblici, privatizzazioni striscianti in atto, grandi opere, nessuna prospettiva di riconversione ecologica e sociale dell’economia, periferie abbandonate a favore dei quartieri centrali. La ricandidatura è una cambiale in bianco per la sconfitta”.

Meno tranchant ma comunque con una serie di paletti è la richiesta di Possibile: “Dobbiamo ripartire da una coalizione larga e sociale che si può anche chiamare centro sinistra ma che non può essere il modello che abbiamo visto in questi anni né certamente il modello del partito della nazione” dice il consigliere comunale Giampaolo Malatesta. “Serve una proposta amministrativa che si occupi realmente della città e che possa dare una visione globale e un’operatività per risolvere i problemi concreti dei cittadini”.