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Verso Genova 2017, centrodestra verso una ‘lista Toti’. Per il candidato in pole Anna Pettene

Genova. “Genova da troppo tempo langue, ma i cambiamenti non avvengono mai in un’ora o in un giorno. Genova è una città che ha un porto importante, dove il terziario, la ricerca e lo sviluppo vedono eccellenze ma dove non c’è stata politica urbanistica, del commercio, di incentivi all’imprese. Troveremo una persona capace di fare tutto questo” dice il governatore della Liguria Giovanni Toti a proposito delle prossime elezioni amministrative a Genova.

Non si sbottona Toti sulle possibili candidature ma ribadisce: “Il centro destra andrà compatto”. Non è escluso, anzi è probabile, che ci sia anche una lista civica, una sorta di lista Toti sul modello del listino delle Regionali, “per raggruppare le migliori energie delle città in cui si va a votare, a Genova, come a Spezia o Chiavari”.

Toti sottolinea però che “la campagna elettorale non può essere una maratona infinita, nei prossimi mesi valuteremo tutti insieme una serie di proposte sui candidati”. Alla domanda se la strategia non sia come quella di Savona dove il centro destra ha giocato al rilancio proponendo Ilaria Caprioglio solo dopo che il centro sinistra si era scornato con le primarie da cui era uscita vincitrice Cristina Battaglia, il governatore risponde: “Il centro destra non gioca in difesa ma sempre all’attacco proponendo una ricetta vincente”.

Di nomi Toti però si guarda bene dal farne, ma pare che dopo una fase in cui le quotazioni dell’assessore regionale Edoardo Rixi erano risalite, ora stia tornando a circolare insistentemente il nome di Anna Pettene, avvocato 40 enne e moglie di Edoardo Garrone.

Pettene sarebbe conteggiata da mesi dagli emissari del governatore, è stata un’attivissima sostenitrice del No al Referendum e sulla sua pagina Facebook non tralascia di parlare ogni giorno di politica. E proprio in questi giorni tra lei e il governatore c’è stato un nuovo incontro con la ‘scusa’ degli auguri di Natale. Un modello Caprioglio anche per Genova, quindi anche se le carte probabilmente, proprio come a Savona, verranno scoperte sono a un paio di mesi dal voto. Non manca poi la stoccata al Pd: “Sono due anni che parla di elezioni e le perderà”.