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Valpolcevera, un calcio contro razzismo e pregiudizi. E in campo scendono i migranti foto

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Genova. Basta poco, una palla e un campo da 11 ad esempio, per abbattere frontiere, muri e pregiudizi. Scarpe da calcio e squadre miste al Torbella di via Vezzani: nel quartiere genovese di Rivarolo si gioca, oggi, una partita diversa.

calcio al razzismo

Siamo in piena Valpolcevera: quaranta giovani per un giorno si tolgono i panni scomodi di migranti e vestono quelli, più ambiti, di calciatori per dare, tutti insieme, un “calcio al razzismo”.

Una partita con tutti i crismi: pressing, falli, contropiede e una pioggia di gol. L’idea è venuta al Municipio che ha poi chiamato a raccolta le cooperative e le associazioni del territorio che gestiscono il flusso di profughi dislocati nella vallata: Coopsse, Arci Solidarietà, Coop Saba, Lokomotiv Zapata. La USD Rivarolese ha aderito e ci ha messo il campo.

In campo e sugli spalti le storie di una quarantina di migranti da tutta l’Africa: Gambia, Nigeria, Costa d’Avorio, Mali, Burkina Faso e Senegal. Giocano insieme, senza conoscersi, e mirano solo a una cosa: sfondare la rete avversaria.

Due squadre miste e un risultato che sembra premiare l’Arci Solidarietà. Poi il pranzo, tutti allo stesso tavolo, nei locali della Rivarolese.

“Un calcio al pallone e un calcio al razzismo – spiega Pasquale Costa, assessore alla Cultura in Municipio dagli spalti – E’ una bella iniziativa, si stanno divertendo tutti. E’ una giornata di festa e di calcio, ma è un modo per il Municipio di aiutare ed esprimere solidarietà. Un atto che, attraverso lo sport, si può fare”. E a giudicare dalla risposta, fuori e dentro il campo, la partita è riuscita. “Stiamo valutando di ripetere l’iniziativa – conclude Costa – Ci proveremo, i ragazzi ci hanno chiesto di poterla fare una volta al mese”.