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Uccise la moglie dopo anni di botte: Giuseppe Sfragaro resta in carcere a 77 anni in attesa del processo

Il pm ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio volontario e maltrattamenti. Lei era stata 15 volte al pronto soccorso in 5 anni

Genova. Quell’appartamento in via Romana di Pegli dove il 26 luglio il 77 enne Giacomo Sfragaro, ex dirigente delle Dogane, ha strangolato la moglie Giuseppina Minatel, era da anni un vero inferno fatto violenze, maltrattamenti e di disagio psichico. Lui, affetto da un disturbo bipolare, era convinto che la moglie, di due anni più giovane, lo tradisse. Lei, che aveva invece un disturbo istrionico che ha certamente acuito gli attriti con il marito.

Ma soprattutto Giuseppina Minatel nei cinque anni prima di morire, era andata in pronto soccorso ben 15 volte perché picchiata dal marito. Poi ritirava la querela. Inoltre, il perito del giudice ha stabilito che Sfragaro era capace di intendere e di volere al momento del delitto. I carabinieri erano stati chiamati dalla donna ancora qualche ora prima dell’omicidio per sedare l’ennesima lite. La situazione era tornata apparentemente calma, ma poche ore dopo era sfociata in tragedia.

Ora il sostituto procuratore Vittorio Ranieri Miniati ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio volontario e maltrattamenti ed è ancora in carcere, nonostante l’età avanzata. Per gli investigatori infatti l’uomo è pericoloso e finora i giudici hanno dato loro ragione. La coppia un paio d’anni prima dell’omicidio aveva perso l’unico figlio Guido, che si era suicidato gettandosi in mare dopo esserci scolato un’intera bottiglia di whisky.