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Terzo Valico, allarme dei sindacati: “Cociv rescinde contratto, 40 senza lavoro”

Dopo i rilievi dell'Anac sugli affidamenti diretti a rischio altri subappalti e altri posti di lavoro

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Genova. Sono 40 i lavoratori edili che hanno perso il lavoro in queste ore, dopo che Cociv “ha rescisso via mail il contratto con una azienda genovese operante nel movimento terra nel cantiere del Terzo valico”. A denunciarlo sono Cgil, Cisl e Uil. La ditta in questione è la Cfg di Borzoli.

Nuovi esuberi per un comparto, quello dell’edilizia, già da anni in sofferenza. “La prima conseguenza di questo atto è pagata dai dipendenti della ditta, senza contare la dispersione a livello di professionalità di quanto resta del tessuto produttivo locale. Al di là delle motivazioni che hanno spinto Cociv ad un gesto così radicale, quello che interessa al sindacato è il destino dei lavoratori”.

Un argomento in più sul tavolo prefettizio del prossimo 19 dicembre chiesto dai sindacati dopo il cambio ai vertiti del Cociv dopo l’inchiesta.

Anche perché Cfg non sarebbe l’unica azienda a vedersi sfilare il contratto. Secondo quanto appreso, dopo l’inchiesta che ha portato all’arresto di diversi dirigenti del Cociv con l’ipotesi di reato di corruzione e turbativa d’asta e dopo i rilievi da parte dell’autorità anti corruzione, sarebbe stato caldamente consigliato al Cociv di procedere anche nei casi previsti per legge di affidamento diretto di un appalto a vere e proprie gare. La conseguenza sarebbe che la nuova dirigenza di Cociv, per evitare di incorrere in ulteriori rilievi o peggio, sta chiudendo alcuni contratti e per il futuro assegnerà gli appalti con una procedura diversa. E questo avrà un’indubbia conseguenza sulle imprese del settore e sui loro lavoratori.

In attesa di chiarimenti i sindacati non escludono azioni di protesta