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Regione Liguria: trasferimento fauna ittica non più a carico dei Comuni

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Liguria. I Comuni non dovranno più farsi carico del “trasferimento” dei pesci e dell’altra fauna ittica, nei casi in cui è necessario il temporaneo prosciugamento di una fetta di alveo di corsi d’acqua per la realizzazione di argini o altre opere ritenute necessari per la pubblica incolumità. Su richiesta dell’Ente, provvederà direttamente la Regione con il suo personale del settore, attivo sul territorio.

A renderlo noto è il presidente della IV Commissione Territorio Ambiente, Andrea Costa (Liguria Popolare) il quale pone l’accento sull’importanza della delibera, approvata nei giorni scorsi dalla giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Pesca Stefano Mai: “Anche in questo caso la giunta ha usato buon senso – dice – il provvedimento consentirà ai Comuni di realizzare le opere necessarie per salvaguardare la sicurezza di territori e cittadini, senza ulteriori, pesanti, aggravi di costi”.

Il presidente della Commissione sottolinea che l’intervento piuttosto laborioso, comportava costi elevati per i Comuni che dovevano essere effettuato da società operanti nel settore. “Ho sempre ritenuto assurdo, un vero controsenso, che i Comuni, già alle prese con le difficoltà per reperire i fondi necessari per effettuare gli interventi tesi a garantire la sicurezza, dovessero anche trovare i fondi per far fronte ai costi derivanti da questo tipo di operazione”, dice Costa, spiegando che in passato, quando rivestiva il ruolo di sindaco di Beverino, ha cercato più volte di “scardinare” questo stato di cose: “Di fronte all’impossibilità di trovare i soldi necessari per il trasferito della fauna ittica ho scelto di non effettuare quest’operazione e di procedere direttamente agli interventi di somma urgenza, indispensabili per la pubblica incolumità: tra la vita di un pesce e la sicurezza dei cittadini scelgo senza dubbio quest’ultima”. Si è trattata di una scelta da ribelle non del tutto indolore – puntualizza Costa – che a suo tempo è stata sanzionata con pesantissime multe.

“Ogni volta che contestavo il fatto che l’onere fosse a carico del Comune, da chi guidava la Regione in quel momento mi veniva risposto che queste erano le regole e che le cose non si potevano cambiare. – dice il consigliere – Questa amministrazione regionale ha invece dimostrato che con la volontà le regole giudicate non giuste, si possano cambiare”.