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Referendum: solo i quartieri “bene” promuovono Renzi, ma il No prevale in tutta la città

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Genova. Il giorno dopo, la mappa del voto nella provincia di Genova fotografa una città in cui il No alla riforma Boschi segna una vittoria schiacciante, da ponente a levante, con poche rare eccezioni.

Solo i quartieri di Castelletto, Albaro e Manin hanno infatti promosso il referendum con il Sì che si attesta sopra il 50%.

A Genova hanno votato in tutto 318.720 elettori, il 69,29% degli aventi diritto.

In tutti i nove Municipi ha vinto il No con percentuali che oscillano dal 52,12% del Medio Levante al 63% della Valbisagno.

Nel dettaglio: a Ponente ha prevalso il No con il 58,38%, il Sì 41,62% (Voti Contestati 0   Schede Bianche 84   Schede Nulle 184) . Medio Ponente: Si ( 39,13%  ) NO ( 60,87%  ) Voti Contestati : 1   Schede Bianche : 70   Schede Nulle : 210.
Centro-Ovest: SI (38,77%), NO (61,23%). Voti Contestati: 0   Schede Bianche : 60   Schede Nulle : 195.
Valpolcevera: SI ( 37,43%  ), NO (62,57% ). Voti Contestati : 3   Schede Bianche : 74   Schede Nulle : 191
Centro Est: SI ( 44,11%  ), NO ( 55,89%  ). Voti Contestati : 2   Schede Bianche : 110   Schede Nulle : 245  
Val Bisagno: SI ( 36,19%  ) NO ( 63,81%  )Voti Contestati : 5   Schede Bianche : 62   Schede Nulle : 187
Bassa Val Bisagno: SI ( 38,07%  ) NO (61,93%) Voti Contestati : 1   Schede Bianche : 86   Schede Nulle : 216  
Medio Levante: SI ( 47,88%  ) NO ( 52,12%  ) Voti Contestati : 0   Schede Bianche : 74   Schede Nulle : 125  
Levante: SI ( 43,46%  ), NO (56,54%  ) Voti Contestati : 4   Schede Bianche : 83   Schede Nulle : 142.

In Valpolcevera, un tempo feudo del Pd, il no al Referendum è secco e deciso: a Bolzaneto il No prevale con il 64,62%, a Pontedecimo 60,88%, Rivarolo 61.63%, a Teglia 64.51%, ma il record della delegazione è a San Quirico con il 65,47%.

La musica non cambia in Valbisagno: A San Fruttuoso il no vince con il 60,91%, a Marassi 60,36%, Quezzi 63,98%, Molassana 63,18%, Prato 62,12%.

Anche a Ponente, altra ex roccaforte del Pd fino a qualche anno fa, è una débacle: a Cornigliano il no è un sonoro 66,35%, Multedo dice no al 59%, Pegli al 54,12%, Sestri ponente no al 59,15%, Voltri 57,31%. Unica eccezione è Crevari, che si conferma feudo Pd e dove il sì passa con il 50.35%.

Spostandosi verso Centro Ovest, altra storica roccaforte Pd, il voto restituisce la stessa fotografia: i quartieri operai si schierano senza dubbio con il No. Sampierdarena in linea con la media nazionale e locale: SI al 39,96% , NO al 60,04%. A San Teodoro (il quartiere del presidente del Municipio schierato per il Sì) invece il distacco, sempre netto, è però meno marcato: si al 40,25%, No al 59,75%.  

Anche i quartieri popolosi di Oregina (SI 35,97% NO 64,03%) e Lagaccio (SI 38,67% , NO 61,33%) bocciano sonoramente la riforma. Il centro storico: Alla Maddalena il SI raggiunge il 41,4% , il NO il 58,6%. Simili percentuali a Prè (si poco sopra il 40% e No sotto il 60%). Ma il quartiere del Molo riporta i dati sul trend: SI sotto il 40% (al 37,87% ), NO sopra il 60% (62,13%).

Nel centro di Genova, Carignano è il Sì a vincere con il 50,32%. Così come a Castelletto (50,13%) e Manin con 51,75%. San Vincenzo e Brignole invece si schierano con il No seppure di “misura”: rispettivamente 53% e 55%. Percentuali simili a San Martino: SI al 43,65% e No al 56,35%. Sulle alture però il fronte del No è di nuovo schiacciante: ad Apparizione NO al 62,3%, Bavari al 62,14%, Borgoratti 62,58%, Sant’Eusebio 63,76% e San Desiderio 63,82%.

La situazione a levante vede il sì vincere ad Albaro dove il No raggiunge solo il 46,27% e il Lido dove il Sì si attesta sopra il 50% e San Giuliano 52,2%, ma altrove la musica cambia: alla Foce prevale il No, seppur con misura (52,57%), a Sturla no al 56,89%, Quarto no al 56,32%, a Quinto 52,57%.