Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Referendum, ora Genova rischia il ‘doppio voto’: comunali e politiche in primavera? Gli scenari possibili

Genova. Chiusa la fase del voto adesso è il momento di pensare al futuro, a quello più immediato che, comunque, potrebbe non risparmiare qualche sorpresa. Tutto si capirà nelle prossime ore, dopo che il presidente del consiglio Matteo Renzi, dopo essersi assunto le responsabilità della sconfitta, salirà sul colle per presentare le dimissioni, aprendo a diversi scenari possibili.

L’ipotesi invocata a gran voce dal “popolo del web” che non può scendere in piazza a gridare “dimissioni dimissioni”, visto che ci ha già pensato il premier, e’ quello di andare a elezioni immediate, che è poi la richiesta di Lega Nord, Edoardo Rixi ha lanciato #Elezionisubito, e Cinque Stelle. Ma tutto non è così semplice come appare anche perché andare al voto il più presto possibile, in ogni caso, non sarebbe prima di questa primavera perché, prima, bisogna capire con quale legge elettorale si dovrà votare.

Fratelli d’Italia, Lega e Cinque Stelle, a livello nazionale, propendono per l’Italicum per la Camera dei deputati e il Consultellum al Senato, applicando correttivi per la governabilità, ma Pd e Forza Italia, invece, premono per scrivere un nuovo sistema di voto di stampo proporzionale che porterebbe alla necessità di incaricare un governo di transizione per la guida del Paese. In un modo o nell’altro, comunque, sembra probabile che alle urne non si potrà arrivare prima di qualche mese. La primavera, appunto, quando sono previste, a Genova come in altri grandi comuni italiani, le elezioni amministrative.

E questo apre nuovi scenari in tutti gli schieramenti anche perché unire il voto amministrativo, da sempre più legato alla personalità del candidato, a quello politico potrebbe essere rischioso. Bisogna stare molto attenti alla selezione dei candidati, sia per le amministrative che per le politiche, anche perché un solo errore in una di queste scelte potrebbe mettere a rischio anche l’altra. È questo, se da un lato potrebbe essere un bel segnale di democrazia, dall’altro rischia di mettere in crisi partiti e schieramenti che devono bilanciare le tante correnti al loro interno.

Si vedrà nelle prossime ore anche perché la parola passa, ovviamente, al presidente Mattarella che potrebbe tentare un’incarico tecnico. Le voci dell’ultima ora parlano con forza dell’attuale ministro per l’economia Padoan ma, per ora, è ancora presto.