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Il referendum e la “psicosi” delle matite copiative che si cancellano

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Genova. Ben quattro casi sono scoppiati nei seggi genovesi per la “psicosi”, ormai nazionale, della matita copiativa. E pensare che tutto è nato da una vignetta goliardica diffusa pochi giorni fa sui social network da una pagina dedicata proprio a deridere populisti e complottisti: “Non fatevi rubare il voto – recitava l’immagine – Non usate la matita che vi danno ai seggi, portatevi una penna da casa“. Una raccomandazione ovviamente fasulla, dato che votare con una penna è vietato ed invalida la scheda. Allora, di fronte alle precisazioni, la “bufala” è uscita in una nuova veste: “Alcune matite si cancellano, portatevi una gomma da casa e pretendete di fare una prova”.

Ed in molti hanno deciso di ascoltare il consiglio, in tutta Italia, recandosi effettivamente alle urne con una gomma per testare l’effettiva “indelebilità” della matita fornita al seggio. Ed in più di un caso, di fronte ad un segno che si cancellava (almeno in parte), hanno chiamato le forze dell’ordine. Il più famoso è il cantante Piero Pelù, che in giornata ha scritto su Facebook un post rimbalzato ovunque: “LA MATITA CHE HO USATO PER VOTARE ERA CANCELLABILE. Dopo aver provato su un foglio e averlo constatato ho denunciato la cosa al presidente del mio seggio. Fatelo pure voi è un vostro diritto”. A riprova, una fotografia del reclamo presentato, in cui “il votante Pietro Pelù ha posto il problema che la matita per la votazione, facendo una prova su un foglio, risulta non indelebile”.

Ma segnalazioni simili da parte di semplici cittadini sono piovute un po’ da tutta Italia. Nonostante il nome, infatti, in molti sono convinti che si tratti in sostanza di una sorta di “pennarello indelebile” che non può essere cancellato: per questo i test fatti con le gomme nei seggi, circolati poi sulla rete, hanno preoccupato molti savonesi che su Facebook da questa mattina si chiedono quanto sia sicuro il loro voto. In realtà il mistero si svela facilmente: la matita copiativa non è indelebile e non nasce quindi per essere “incancellabile”, ma solo per impedire l’eventuale cancellazione.

Per capire meglio, basta farsi un giro su Wikipedia, alla voce “matita copiativa”. La celebre enciclopedia online spiega che “se si cancella il tratto di una matita copiativa utilizzando una gomma per cancellare, viene rimossa solo la componente in grafite del segno, lasciando visibili i pigmenti“. Quindi la matita si cancella, ma non completamente: resta comunque una traccia, esattamente come accaduto a Piero Pelù (la X è ancora visibile sul foglio).

In sostanza, poiché la gomma da cancellare agisce per abrasione, è di fatto possibile cancellare una matita copiativa con una semplice gomma. Ma se questo accade su un foglio normale (e come detto resta comunque un segno), non è possibile su una scheda elettorale: quest’ultima, infatti, è a sua volta stampata con un inchiostro cancellabile per abrasione, per cui un eventuale tentativo di cancellazione della matita copiativa con una gomma porterebbe inevitabilmente alla cancellazione di parte della scheda elettorale, e dunque all’invalidazione della stessa.

L’ultimo dubbio di molti elettori riguarda il primo appello diffuso, quello ad usare una penna anziché la matita copiativa. Ma perché nel 2016 siamo ancora legati alle matite? Per trovare la risposta, ancora una volta, non serve affannarsi o cercare chissà dove: basta Wikipedia. “La matita copiativa per il voto è più idonea della penna a sfera perché quest’ultima lascia una traccia che può essere visibile sul lato opposto della scheda, con possibili conseguenze negative per la garanzia del diritto alla segretezza del voto”.