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Dopo l'incidente

Il porto di Genova si ferma per 24 ore. I sindacati: “La sicurezza è un diritto, non un costo”

Genova. Ventiquattr’ore di sciopero nel porto di Genova dopo la morte ieri sera di un marittimo filippino colpito da un cavo di ormeggio a bordo della “Eurocargo Malta”. Lo hanno dichiarato Cgil, Cisl e Uil dal secondo turno di lunedì 19 al primo turno di martedì 20 dicembre 2017 compresi. “Chiediamo alle Autorità che si faccia luce sulle dinamiche dell’incidente e che se non fossero state rispettate le norme di sicurezza i responsabili paghino per l’accaduto” dicono i sindacati
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“Nel giro di pochi giorni nei porti hanno perso la vita 5 lavoratori marittimi e portuali, ciò conferma come questo settore abbia ancora un indice di incidenti gravi e tragici troppo elevato. Più volte abbiamo chiesto al Governo ed alle istituzioni interventi legislativi e l’aggiornamento dei Dlgs 271 e 272 del 1999 per fare in modo che le regole sulla sicurezza del lavoro siano migliorate e rispettate”.

“Noi abbiamo sempre continuato a sensibilizzare le istituzioni e le Aziende – prosegue la nota – non solo nei momenti tragici, ma purtroppo veniamo ascoltati solo in questi drammatici episodi. Ricordiamo a tutti che dietro al lavoro ci sono sempre delle persone, degli esseri umani e le loro famiglie, ed è per questo motivo che riteniamo la sicurezza un diritto e non un costo come qualcuno pensa”

I sindacati chiederanno anche un incontro con il nuovo Presidente dell’Autorità di Sistema e il Comandante della Capitaneria di porto.

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