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Park Tennis Genova, lo scudetto è realtà foto

Frederik Nielsen, Alessandro Giannessi, Andrea Arnaboldi, Gianluca Mager e Gianluca Naso coronano un sogno che il club gialloblù inseguiva da anni

Genova. Il Park Tennis Genova è campione d’Italia, per la prima volta nella sua storia. Nella finale che ha assegnato lo scudetto della Serie A1 maschile a squadre 2016, andata in scena al Palaterme di Montecatini, il club ligure si è imposto per 4-2 sul Tennis Club Italia Forte dei Marmi, campione uscente, arrivato imbattuto alla sfida per il titolo.

E’ stato il doppio formato da Alessandro Giannessi e Gianluca Mager a firmare il punto decisivo: i due hanno battuto per 63 64 Paolo Lorenzi e Filippo Volandri.

In precedenza il primo dei due doppi in programma aveva visto l’affermazione per 64 63 della coppia formata da Frederik Nielsen e Andrea Arnaboldi ai danni dei toscani Matteo Marrai e Walter Trusendi.

La seconda e decisiva giornata della finale, iniziata sul punteggio di 1 a 1 dopo i due singolari di ieri, si era aperta con il successo di Matteo Marrai, beniamino del tifosi versiliesi, su Gianluca Mager in 3 set. Poi però Andrea Arnaboldi aveva riportato il risultato in parità battendo per 2 a 0 Filippo Volandri nel match tra numeri 2.

“Sarà una battaglia di nervi”, aveva anticipato ieri Tommaso Sanna, capitano del Park Genova, e non si è sbagliato di molto. Il terzo singolare della sfida scudetto maschile si è infatti giocato più sul piano della tensione emotiva che sotto l’aspetto tecnico. E Matteo Marrai ha confermato una volta di più di essere uomo squadra per il Tennis Club Italia, sovvertendo il pronostico nei confronti di Gianluca Mager, numero 337 del ranking ATP. Anche se ha cessato l’attività internazionale lo scorso anno, il 30enne toscano si è dimostrato fondamentale in questo campionato, vincendo così la sua dodicesima partita su 14 disputate in A1 (8-1 in singolare). Parte più propositivo e aggressivo Marrai, che annulla un paio di palle break in avvio e poi strappa a sua volta il servizio a un Mager più contratto, facendo suo il parziale al nono game. Nella seconda frazione reagisce il sanremese, che era stato determinante nella semifinale di ritorno a Prato: spinge molto la battuta Mager e al sesto gioco piazza il break che gli consente di pareggiare la situazione. Ma nel terzo, dopo essersi cavato d’impaccio da una situazione delicata in apertura, torna a salire in cattedra Marrai, che attinge anche a cuore e carattere, spinto da un tifo da stadio. Con un primo break il fontemarmino si porta sul 2-0, poi un doppio fallo di Mager gli consegna il 4-0 e il toscano non si ferma più fino al 6-1, inginocchiandosi per salutare un’altra delle sue perle da aggiungere alla collana di successi in A1.

“Credo proprio che sia stato fondamentale il primo game del terzo set, poi lui è calato e mi ha concesso qualcosa, sia nel secondo che nel quarto gioco, con alcuni errori non procurati”, è la lucida analisi di Marrai a fine match, dopo aver raccolto l’applauso dei tifosi di Forte dei Marmi.

”Tutti mi davano sfavorito, ma il campo veloce per assurdo mi ha aiutato considerando che non mi alleno tanto. Certo, il mio è un gioco da terra, ma ho impostato l’incontro diversamente, con scelte innaturali per me: ci ho messo concentrazione e personalità, in una parola gli attributi, sono contento per l’atteggiamento con cui sono sceso in campo. È il mio circolo e ci tengo un sacco – ha concluso Marrai -. Ora andiamo avanti perché nulla è deciso: è la squadra che deve vincere non io”.

L’ha dovuta vincere più volte Andrea Arnaboldi la sua sfida con Filippo Volandri chiusa per 64 76(5). Il 27enne canturino parte subito forte (3-0) contro “Filo” che sbaglia praticamente tutto sia col servizio che con il diritto. Scampato il pericolo di ritrovarsi sotto 4-1, però, il 36enne livornese entra piano piano in partita, ed insieme al solito, splendido rovescio, comincia a far punti anche con gli altri colpi riagguantando il suo avversario sul 3 pari. Nel decimo game, però, con Arnaboldi avanti 5-4, Volandri dilapida un vantaggio di 40-15 completando l’opera con un doppio fallo che consegna il primo parziale nelle mani di Genova. Ancora frastornato nella seconda frazione “Filo” va velocemente sotto per 4-1: poi, improvvisamente, qualcosa cambia e per almeno tre game il toscano è praticamente ingiocabile. Bravo Arnaboldi a non disunirsi, anzi. Sul 6-5 si procura un match-point ma Volandri lo annulla con un ace, rifugiandosi poi nel tie-break. Andrea scatta sul 2-0, Filippo recupera portandosi avanti per 5-3 ma è Arnaboldi a conquistare gli ultimi quattro punti chiudendo per 7 a 5.

Ho giocato un bel match, devo dire che questa superficie mi piace e mi trovo bene anche se i rimbalzi sono rapidi – ha commentato a fine match il canturino -. Ho risposto bene e soprattutto sono riuscito a rimanere concentrato quando lui ha alzato molto il livello del suo tennis: bravo lui, perché io non ho fatto errori gravi. Sono rimasto calmo ed è andata bene. Sono davvero felice per questa vittoria. Siamo un bel gruppo e sono contentissimo di far parte di questa squadra“.

È di marca genovese il primo dei due doppi. Mostrando solidità e una buona alchimia, Arnaboldi e Nielsen sfruttano a dovere per il 6-4 le prime palle break della frazione (in precedenza un paio di volte la coppia toscana si era trovata sul 15-30, comunque rimediando la situazione) dopo che era stato proprio Nielsen, campione di specialità a Wimbledon 2012, a dover fronteggiare, al quinto gioco, due opportunità per il break.

Sullo slancio il mancino di Cantù (da applausi un suo passante di rovescio quasi in piroetta dopo aver dovuto inseguire un lob di Trusendi) e il danese già al quarto game del secondo set piazzano il break, di nuovo su Trusendi, che vale il 3-1 in loro favore. La coppia del club genovese è solida e macina punti, non lasciando scampo ai rivali: il Park può sognare.

Sarà il vantaggio, sarà il profumo di scudetto ma la coppia targata Park Genova scende in campo bellicosa. Alessandro Giannessi e Gianluca Mager volano subito 3-0 ma subiscono la rimonta di Paolo Lorenzi e Filippo Volandri (3-3) che provano a buttarla sull’esperienza. Non funziona, e Giannessi e Mager incamerano il primo parziale togliendo un bel po’ di certezze alla coppia toscana. E si vede nella seconda frazione con Genova che prende subito un break di vantaggio (che per poco non diventano due). Nessuna distrazione e tanta concentrazione: Giannessi e Mager controllano fino al definitivo 63 64, che profuma di scudetto tricolore.

E’ davvero una sensazione meravigliosa – confessa Giannessi -, era tanti anni che ci provavamo: adesso ce l’abbiamo fatta. Per quel che mi riguarda sono soddisfatto: ho giocato un bel doppio”. Tanta gioia anche per Mager, che come Giannessi in questa due giorni era stato sconfitto in singolare.

“Sono contento soprattutto perché a questo circolo devo tanto, e per me è un onore aver vinto lo scudetto“. Lacrime di felicità per Gianluca Naso, che quest’anno ha annunciato il ritiro e che in questa finale ha fatto da coach un po’ a tutti: “Grande soddisfazione, non ero così contento nemmeno quando ho vinto l’Under 14. Certo, mi sarebbe piaciuto scendere in campo ma questa superficie così veloce non è adatta per il mio gioco”.

Entusiasta Filippo Ceppellini, presidente del Park Genova: “Un’emozione grandissima, da condividere con tutti i nostri affiliati. Abbiamo centrato un obiettivo storico, dobbiamo ancora realizzare l’impresa che è stata compiuta. Adesso godiamoci la festa, attesa da anni, nei prossimi giorni tireremo le somme in maniera più lucida. Grazie a questo splendido gruppo di ragazzi, di genovesi e non, che ha regalato al circolo una gioia incredibile”.

Tommaso Sanna, capitano del Park, ha commentato così la vittoria dello scudetto: “Sono orgoglioso di far parte di queste squadra. Sono nato al Park, è stato il punto di riferimento non soltanto sportivo della mia vita e conquistare il primo scudetto della storia mi riempie di orgoglio. Vincere con i doppi è ancora più bello, perché a fare la differenza non sono soltanto i colpi, ma la forza sprigionata dal collettivo. Ora facciamo festa grande, speriamo di aprire un ciclo”.

Il club toscano, imbattuto in campionato (non aveva mai nemmeno pareggiato, otto sfide, otto vittorie), non è riuscito a riconfermarsi campione d’Italia. “Succede, non si può sempre vincere – commenta Paolo Lorenzi, numero uno azzurro -. Complimenti a loro: hanno giocato meglio. Ora devo ‘stare focus’ sull’imminente matrimonio (sposerà Elisa il prossimo week end) poi penserò alla prossima stagione”.

L’ultimo ad intervenire è Filippo Volandri: “Peccato, perché ci tenevamo davvero tanto a confermarci. Certo, la superficie era molto veloce, ma lo era anche per loro. Il prossimo anno? Sarà dura con le nuove regole che prevedono che i ‘vivai’ devono essere under 30”.

Il tabellino della finale di Serie A1 maschile:
Tennis Club Italia Forte dei Marmi – Park Tennis Genova 2-4
Frederik Nielsen (G) b. Walter Trusendi (F) 76(9) 62
Paolo Lorenzi (F) b. Alessandro Giannessi (G) 62 46 63
Matteo Marrai (F) b. Gianluca Mager (G) 63 36 61
Andrea Arnaboldi (G) b. Filippo Volandri (F) 64 76(5)
Andrea Arnaboldi/Frederik Nielsen (G) b. Matteo Marrai/Walter Trusendi (F) 64 63
Alessandro Giannessi/Gianluca Mager (G) b. Paolo Lorenzi/Filippo Volandri (F) 63 64