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Mihajlovic: “Ferrero mi chiamò, gli consigliai di prendere Giampaolo” risultati fotogallery

Genova. “Abbiamo vinto contro una squadra forte, non subendo gol, una nota di merito”. Per Marco Giampaolo la vittoria contro il Torino è una delle gare più mature della sua squadra. “Siamo stati bravi a concedere l’indispensabile, per battere questo Toro ci voleva la migliore Samp, non solo dal punto di vista tecnico, ma siamo stati ordinati, abbiamo giocato una partita molto intensa, con grande consapevolezza”.

Difficile trovare il migliore in una prestazione corale di così buon livello: “Regini è stato perfetto, ha cercato sempre di non far partire Falque, Pereira nel corso della partita ha preso le misure a Ljaic, ma tutti i centrocampisti e gli attaccanti hanno fatto un grande lavoro. Se lasci spazi il Torino può farti male e noi siamo stati concentrati per tutti i 95 minuti”.

La classifica, 22 punti, è buona: “Ciò può permetterci di lavorare bene, di crescere come squadra, di lavorare individualmente. In questo modo possiamo rendere il nostro pubblico fiero di noi”.

Giampaolo sottolinea la prestazione, che è stata “a tutto tondo: in una partita ci sono tante cose che devi mettere dentro, e noi abbiamo sfoderato una prestazione piena di tante cose, altrimenti non l’avremmo vinta. Credo che in alcuni frangenti la squadra si sia anche superata”.

Sulla sua espulsione il mister ha poco da dire e lo fa sorridendo: “Quando seguo le azioni perdo l’orientamento, in quel momento lì stavo chiamando Regini, l’arbitro ha dovuto espellermi, ringrazio i tifosi per l’applauso”.

Bene anche coloro che sono subentrati nel corso del match: “Io dico sempre che squadra è composta da 24-25 persone e che le partite si giocano in 14, chi subentra deve dare valore aggiunto, non considerare questo ci vedrebbe sempre perdenti”.

Il ritorno di Mihajlovic a Genova consente di fare un po’ di chiarezza e di svelare un retroscena: “A giugno, quando Ferrero mi chiese un parere su chi potesse essere l’allenatore più adatto per la Sampdoria, gli feci il nome di Giampaolo, perché lo stimo molto e so come lavora”. Per lui ci sono stati ancora fischi all’ingresso in campo: “Questa è casa mia anche se qualcuno non lo pensa, io ho saldato il mio debito. Volevo andare ad allenare una squadra più forte, mi spiace per tutto quello che è successo nei mesi finali del campionato, si diceva che io avessi la testa altrove, ma a marzo non avevo parlato con nessuna squadra anche se avevo detto che andavo via. Sono un professionista, fino alla fine io do tutto per la squadra che alleno”.

Tra i migliori c’è stato sicuramente Christian Puggioni, che si è fatto trovare pronto a salvare il risultato su quel colpo di testa di Belotti destinato all’angolino: “Una partita impegnativa, tosta, abbiamo fatto una grande prova di carattere, di sagacia tecnica e tattica, si dice che il lavoro paghi no? Io sono 16 anni che faccio questo mestiere e cerco solo di farmi trovare pronto”.

Per il portiere questa mentalità può essere solo amplificata dal calore che riescono a dare i tifosi al Ferraris: “Un valore aggiunto”. Dove potrà arrivare questa Samp? “La classifica bisogna guardarla a fine campionato, noi ora ci stiamo mettendo spirito e voglia di sviluppare il credo calcistico dell’allenatore, offrendo il meglio di noi stessi”.