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Indagata a Lavagna, vuole trasferirsi al Comune di Chiavari. Levaggi: “Il classico ballon d’essai”

Chiavari. “La recente polemica a proposito della dirigente del Comune di Lavagna, indagata, che avrebbe chiesto il trasferimento presso il Comune di Chiavari, nel settore dei Servizi Sociali, mi pare il classico ballon d’essai lanciato da chi pensa solo a destabilizzare e mai a costruire e proporre. Anche perché la notizia, così com’è stata riportata da alcuni gruppi politici di minoranza e da altri neppure rappresentati in Consiglio Comunale, è totalmente falsa. Il Comune di Chiavari non ha assunto né sta per assumere nessuna dirigente e costei non sta per essere trasferita. Chi ha sostenuto questo, dimostra di non conoscere neppure l’abc della normativa amministrativa”.

Lo scrive in una nota il sindaco di Chiavari, Roberto Levaggi, dopo le polemiche scaturite a seguito della richiesta di trasferimento dal Comune di Lavagna a quello di Chiavari di una dirigente in vista del pensionamento della dirigente chiavarese dei Servizi sociali, Valeria Valleri.

“Anzitutto, la dirigente attualmente in ruolo, la dottoressa Valeria Valleri, resterà al suo posto sino a maggio 2017. Successivamente, si presenterà la questione legata alla sua sostituzione. La logica prevede che, prima di tutto, venga vagliata la soluzione interna. Solamente dopo, non avendo trovato alcun profilo adeguato, e ben prima di un concorso esterno, si può fare una ricerca di mobilità interna a tutte le Pubbliche Amministrazioni italiane. Naturalmente, chi fa richiesta di mobilità interna (che è un vero e proprio trasferimento, come accade per gli insegnanti nelle scuole), deve possedere quantomeno gli stessi requisiti di chi lascia il posto. A quanto mi risulta, la dirigente del Comune di Lavagna possiede tali requisiti e ha fatto richiesta di mobilità interna in base ai suoi diritti. Diritti che non vengono meno in nessun caso, neanche quando si è indagati. Purtroppo, per persone costantemente in malafede come alcuni miei avversari politici, presentare una domanda è diventata automaticamente un’assunzione. E questo è quanto di più lontano dalla realtà. Se da qui a Maggio 2017 arriveranno altre richieste di mobilità interna, infatti, verranno valutate tutte da parte dei dirigenti preposti, scegliendo nella massima indipendenza”, prosegue il primo cittadino di Chiavari.

“Peraltro, avendo tra i miei oppositori anche alcuni avvocati, almeno loro dovrebbero conoscere la Legge Bassanini del 1999, che attribuisce ogni potere alla dirigenza dei Comuni nello scegliere le persone. Il Sindaco e la Giunta Comunale possono solamente fornire degli indirizzi, ma non possono indicare persone, perché s’incorrerebbe automaticamente nel reato di abuso d’ufficio. Sulla questione specifica, la mia Giunta non si è ancora espressa, ma lo farà a tempo debito. Posso comunque anticipare che l’indicazione per ricoprire il posto che la dottoressa Valleri lascerà libero sarà quella di una persona di alto livello, di comprovata esperienza, di indubbia preparazione e di insindacabile moralità. Su questo ultimo punto, posso dire con orgoglio che la mia Giunta e tutta la mia amministrazione sono sempre state intransigenti. Ricordo che un’assessora della mia Giunta, la professoressa Maria Stella Mignone, ha lasciato l’incarico perché il marito finì in alcune intercettazioni a proposito dell’inchiesta ‘I Conti di Lavagna’, ma senza neppure essere indagato. La professoressa Mignone, che non finirò mai di ringraziare, è stata l’esempio più fulgido della moralità e della trasparenza della mia maggioranza”. Levaggi non usa mezzi termini e continua le sue spiegazioni.

“Leggo inoltre che ha generato stupore la mia espressione ‘indagato non significa condannato’. Non credo che ci sia cosa più ovvia. L’ordinamento italiano, uno dei migliori al mondo, garantisce a una persona tre gradi di giudizio, prima di arrivare all’etichetta di condannato. Chi brandisce la spada della giustizia, esercizio purtroppo molto caro in questo Paese, dimentica di avere al suo interno un ministro indagato, che non mi pare si sia dimesso, e dimentica quante e quali ombre ci siano nell’amministrazione di tanti comuni italiani. Solo per fare alcuni esempi. Infine, ricordo ancora a chi se lo fosse dimenticato, che questa Giunta è a fine ciclo. E per correttezza verso i cittadini che tra pochi mesi andranno alle urne e verso chi verrà dopo di me, faccio presente che, quanto più possibile, non farò nessuna scelta né darò nessun indirizzo definitivo di qui e sino al termine del mandato, sempre nel rispetto delle normative. Pertanto, anche sulla questione della dirigente, la Giunta potrà esprimere un parere provvisorio, che andrà poi ratificato attraverso un concorso pubblico, da chi s’insedierà alla guida del Comune. Il tutto, sempre e comunque, nella massima trasparenza. Cosa che continuo e continuerò a dire con orgoglio e che mi ha caratterizzato in decenni di vita professionale e impegno pubblico e quale che sia la decisione sul mio futuro che andrò a prendere”, termina il sindaco.