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Genova, un solo posto auto ogni tre disabili. E la municipale usa la linea dura

Quasi 5 mila parcheggi e oltre 13 mila permessi. Senza contare i "furbetti" che se ne approfittano

Genova. In Liguria i Cude (Contrassegno unificato disabili europeo) rilasciati sono 25.078 e corrispondono all’1,60% della popolazione. I parcheggi riservati ai disabili sono invece circa 9.400, di cui 6.700 generici e 2.700 personalizzati.

parcheggio disabili

Numeri importanti, ma che spesso non sono sufficienti. La provincia con il maggiore numero di posteggi per disabili è quella di Genova: 4.688 a fronte di oltre 13.500 Cude rilasciati per una quota di 34,6%, circa 1 posto ogni tre disabili. Segue la provincia di Savona per numero di posteggi riservati ai disabili: 2.581 a fronte di 6.011 contrassegni con una quota del 45%. La percentuale maggiore in Liguria di rapporto tra numero Cude e parcheggi per disabili si riscontra nella provincia di Imperia dove quasi un disabile su 2 – 48,27% – ha un posteggio dedicato. Chiude la provincia della Spezia con 895 parcheggi per 2.971 Cude per una quota di appena il 30% di rapporto.

Non solo numeri, ma anche comportamenti. Perché la quotidianità ci racconta di parcheggi in posti riservati ai disabili anche da parte di chi non ne avrebbe diritto e finisce per usurpare la libertà altrui. Oggi in regione 25 agenti di polizia locale hanno ricevuto l’encomio da parte della Regione Liguria e della Consulta regionale dell’handicap “per l’attività svolta nella repressione dell’uso improprio dei posteggi dei disabili e del Cude-Contrassegno unificato disabili europeo, nel garantire i diritti e la massima mobilità delle persone con disabilità”.

“È un modo per ringraziare pubblicamente gli agenti di polizia locale che fanno quotidianamente rispettare le regole a garanzia del diritto alla mobilità delle persone disabili” ha commentato la vicepresidente e assessore alle Politiche sociosanitarie Sonia Viale.

“I dati ci dimostrano – ha spiegato – che si può ancora fare molto per garantire il diritto alla mobilità alle persone con disabilità. Come Regione, già dalla scorsa estate, ci siamo attivati nella sensibilizzazione dei singoli Comuni all’adozione del Cude nel superamento del precedente contrassegno. Stiamo studiando un controllo ancora più organico e puntuale sul territorio per prevenire ed evitare abusi del Cude da parte di chi non ha diritto: a questo proposito un aiuto potrebbe venire dalle nuove tecnologie, dotando quindi di un chip i Cude e creando una banca dati regionale che consenta il monitoraggio, quasi in tempo reale, sul territorio dei contrassegni”.