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Fiera di Genova, ultimi licenziamenti. Uil: “Altro che Newco, Porto Antico assorba lavoratori”

Genova. “In questi ultimi mesi, se non fosse per il Blueprint, poco si sarebbe parlato della moribonda Fiera di Genova”. Inizia così il j’accuse, sotto forma di nota, della Uil genovese e ligure.

Il sindacato, si legge, “non può che ringraziare il Governo Renzi per il ‘Patto per lo sviluppo della città’, che ha portato a 28.500.000 euro le risorse destinate al progetto. Altrettanta concretezza ci saremmo aspettati da chi governa a livello regionale e comunale. Purtroppo, l’unica azione tangibile è stata la delibera da parte dei soci di Fiera di Genova che hanno deciso di licenziare gli ultimi dipendenti rimasti in carico alla società”.

“Quindi, dopo il lungo teatrino, che ci ha visto impegnati per trovare una ricollocazione dignitosa alle diverse decine di lavoratori, dove non tutti i soci hanno fatto appieno la loro parte, ci ritroveremo nella medesima condizione con qualche problema in più. Di fatto, anche se il Decreto Legge del Ministro Madia è, ad oggi, bloccato a seguito della sentenza della Corte costituzionale, nessuno dei soci – così ci risulta –  si è speso per trovare un’adeguata soluzione al problema occupazionale”.

A seguito della chiusura della vecchia società, si continua a vociferare rispetto alla costituzione a breve di una NEWCO. “Se mai questa fosse la strada per salvare le attività di Fiera e i suoi attuali dipendenti – spiegano il neo segretario Mario Ghini e Riccardo Serri, segretario generale Uiltucs Liguria – qualcuno dovrebbe spiegare ai cittadini come, in un momento storico dove tutti dicono che bisogna “razionalizzare”, si possa pensare di creare un nuovo contenitore e non utilizzare quelli esistenti. Ad esempio, Porto Antico è una società partecipata da tutti i soci attualmente presenti in Fiera. Negli ultimi tempi, questo soggetto ha iniziato a gestire alcuni eventi, che prima si svolgevano negli spazi fieristici, senza prendersi in carico nessun dipendente”.

Di qui il “dubbio”. “Non è che da un lato qualcuno, magari Porto Antico, vuol prendere da Fiera il buono senza nessun onere, e dall’altro si vuol creare una scatola vuota per dare il contentino, ad esempio a UCINA e a qualche politico trombato, facendo ricadere il conto sulla comunità – sottolineano i due sindacalisti – Visto che entro qualche giorno saranno date le concessioni delle darsene”.

Uil e la Uiltucs chiedono alla politica “di esprimersi velocemente e senza indugi sulla soluzione più naturale: la gestione delle attuali attività di Fiera da parte della Porto Antico”.

“Riteniamo che questo soggetto si debba prendere in carico tutti i dipendenti rimasti – concludono Ghini e Serri – Se questo nostro appello rimarrà senza risposta, siamo certi, sarà un altro segnalino per chi dovrà votare il sindaco di Genova nel 2017”.