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Elezioni in Romania, un seggio a Genova per far votare 8 mila romeni

Genova. Gli elettori romeni saranno chiamati alle urne l’11 dicembre prossimo, dalle 7 e fino alle 21, per eleggere un nuovo parlamento e chiudere la pagina dell’esecutivo tecnico guidato dall’attuale premier Dacian Ciolos, alla guida del Paese dopo le dimissioni di Victor Ponta.

Sono poco meno di un 20 mila i cittadini di nazionalità rumena che vivono in Liguria e nelle provincia di Genova il numero comprensivo è pari a 8.057 persone. Per consentire anche a loro di esprimere il proprio diritto di voto,
domenica 11 dicembre – quando in Romania si voterà per il rinnovo del Parlamento di Bucarest – sono stati allestiti in Italia 73 seggi, 22 in più rispetto al 2014 quando ci furono le elezioni presidenziali.

In Liguria i seggi predisposti sono tre: La Spezia, Genova e Sanremo e a Genova il seggio elettorale verrà allestito in Via Luigi Maschera 34 R. Tutto questo è stato possibile grazie alla disponibilità del Comune di Genova e della Prefettura di Genova che in collaborazione con il Consolato Generale della Romania a Torino e con il Consolato Onorario della Romania a Genova.

Lo scrutinio per le politiche di quest’anno è organizzato in base ad una nuova legislazione, si torna al voto sulle liste e si rinuncia al voto uninominale. La posta in gioco è rappresentata da 466 seggi elettorali, 134 al Senato e 308 alla Camera dei Deputati, ai quali si aggiungono i 18 deputati delle minoranze nazionali (italiani compresi), diverse da quella ungherese, la cui rappresentazione è garantita a prescindere dal numero di voti ottenuti.

Da molti anni la Camera dei Deputati di Bucarest ha destinato un rappresentante anche alla comunità italiana che vive in Romania. Ci saranno anche nuove norme di rappresentazione: 1 deputato per ogni 73 mila abitanti e 1 senatore per ogni 168 mila.

A contendersi la preferenza degli elettori ci sono 6506 candidati per 466 seggi disponibili tra Camera e Senato. Dieci i partiti in corsa, solo sei dei quali, secondo un recente sondaggio, superano la soglia di sbarramento del 5%. “Sarebbero in netto vantaggio i Socialdemocratici (PSD) con più di 40% delle preferenze, seguiti dal PNL (27%), dall’Unione per salvare la Romania (11%), dai Liberaldemocratici dell’ex premier Tariceanu (5,2%) e dal PMP, dell’ex presidente Basescu (5%). Resta comunque altissima (75%) la percentuale dei rumeni che non hanno fiducia nella politica”, spiega Marian Mocanu.

Alle elezioni presidenziali della Romania del 2014 soltanto nel seggio di Genova hanno votato circa 2.000 persone e anche quest’anno è attesa una partecipazione importante.

Come novità assoluta, è la prima volta quando per votare bisognerà esibire due documenti: un documento rumeno e la carta d’identità italiana che dimostri la residenza in Italia e tutto verrà fatto con l’aiuto di un sistema informatico di scansione e riconoscimento dei documenti e delle persone.