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Delitto di Lumarzo, perizia psichiatrica per Borgarelli: “E’ affetto da mania di persecuzione”

Aveva un appuntamento con un avvocato per risolvere per vie legali la questione del passaggio sul suo terreno: dopo il delitto lo ha disdetto

Genova. Perizia psichiatrica per Claudio Borgarelli, l’infermiere 55 enne che l’11 ottobre ha ucciso e decapitato lo zio Albano Crocco nei boschi di Craviasco nel comune di Lumarzo. L’ha disposta il gip Alessia Solombrino che ha accolto l’istanza presentata dall’avvocato di Borgarelli, Antonio Rubino, dando l’incarico allo psichiatra Gabriele Rocca.

L’avvocato di Borgarelli ha allegato all’istanza la relazione del consulente di parte Pietro Ciliberti, direttore del dipartimento di Salute Mentale della Asl 3, secondo la quale il 55 enne sarebbe affetto da un disturbo psicotico caratterizzato da delirio di persecuzione. Borgarelli, secondo lo psichiatra forense, aveva una vera e propria ossessione rispetto a quella che considerava una lesione del suoi diritto di cintare la proprietà e proteggere dall’accesso di estranei il vialetto verso il bosco. Liti continue, paletti che veniva posizionati da Borgarelli e divelti dallo zio e non solo. L’infermiere, come hanno mostrato anche le intercettazioni, era convinto che tutto il paese ce lo avesse con lui. “Se mi tolgono il terreno metto a ferro e fuoco Craviasco” aveva detto a un vicino di casa dopo che alcuni abitanti del paese, tra cui lo zio Albano, si erano rivolti al sindaco per lamentarsi.

Il fatto che Borgarelli sia affetto da qualche disturbo psichiatrico sarebbe confermato secondo il suo avvocato anche da altri elementi: “Nell’istanza che ho depositato – spiega Rubino – ovviamente si fa riferimento alle modalità esecutive del delitto, al fatto che le intercettazioni dimostrano che parla da solo continuamente, al fatto che i carabinieri negli atti inviati alla Procura lo descrivono come affetto da possibili turbe. Non solo: Borgarelli era stato in passato da uno psicologo e da un neurologo che gli aveva prescritto psicofarmaci e i parenti, quando sono andati a casa sua a prendere i vestiti per il cambio in carcere, ne hanno trovato moltissimi. Ancora. E’ noto che l’infermiere aveva fatto di tutto per farsi trasferire dal reparto di psichiatria del San Martino dove lavorava e la figlia di Crocco, Daniela, aveva raccontato agli inquirenti che il cugino in un’occasione avrebbe praticato su di sé un gesto di autolesionismo per evitare un servizio.

La data fissata per la perizia (in incidente probatorio, cioè alla presenza dei consulenti di parte) è il prossimo 21 dicembre. Al gip è arrivata anche una relazione dal medico del carcere di Marassi, dove Borgarelli è rinchiuso dal 27 ottobre sorvegliato a vista e sotto psicofarmaci, che suggerirebbe appunto un approfondimento in questo senso. La perizia psichiatrica è un passaggio fondamentale per valutare se Borgarelli fosse o meno capace di intendere e di volere al momento del delitto.
Nel caso fosse giudicato incapace, totalmente o parzialmente, per lui si profilerebbe un importante sconto di pena.

Borgarelli è accusato dal sostituto procuratore Silvio Franz di omicidio aggravato e premeditato e occultamento e soppressione di parte di cadavere. La testa di Albano Crocco, gettata dall’infermiere in un cassonetto a poche ore dal delitto (che verrà scoperto e considerato tale sono nella notte tra l’11 e il 12 ottobre), non è mai stata ritrovata.

Ma l’aggravante della premeditazione potrebbe cadere, visto che le indagini difensive effettuate dall’avvocato di Borgarelli hanno confermato quanto già raccontato dalla fidanzata di Borgarelli ai carabinieri: vale a dire che l’infermiere, per tentare di trovare una soluzione alla perenne lite sul vialetto che corre sotto alla sua casa, aveva preso un appuntamento con un noto studio di amministrativisti genovesi. L’appuntamento era fissato per il 13 ottobre, due giorni dopo il delitto. Lo stesso Borgarelli però, meticoloso e preciso fino all’ossessione, il giorno dopo aver ucciso lo zio, chiamò la segretaria dell’avvocato per annullare l’appuntamento.