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Maxi sequestro

Dalle televendite ai compro oro: tra gli arrestati c’è Giuseppe D’Anna fotogallery

La famiglia D'Anna viene ritenuta dagli inquirenti una vera e propria associazione per delinquere

Genova. Diventato famoso per le televendite, c’è Giuseppe Maria D’Anna tra gli arrestati questa mattina dai carabinieri nell’ambito dell’operazione Dinasty. Il noto imprenditore è ora ai domiciliari ed è accusato di una serie di reati in concorso con alcuni familiari che, a vario titolo, vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla truffa contrattuale alla frode in commercio aggravata, ricettazione, riciclaggio, reimpiego di denaro e beni di provenienza illecita e il trasferimento fraudolento di valori. Coinvolto anche un notaio di Savona che è stato sospeso dalla professione per sei mesi.

La notorietà della famiglia D’Anna è nata negli anni ’80 con il capostipite Giuseppe Maria, commerciante genovese di preziosi, più volte chiamato in causa per la vendita di gioielli che poi non risultavano conformi a quanto descritto durante le televendite. Già all’epoca, inoltre, D’Anna ebbe una condanna per ricettazione di preziosi rubati in appartamenti e poi messi in vendita durante una trasmissione televisiva.

Il suo operato è stato altre volte al centro di inchieste giudiziarie, cioè quando alcuni malcapitati si sono resi conto dell’inganno. Quasi tutti i procedimenti sono però finiti con l’archiviazione, o per rimessione della parte lesa (nel frattempo risarcita) o per le lungaggini della giustizia. Neppure un’indagine approfondita della guardia di finanza nel 2002 riuscì a fermare le attività della famiglia, nel frattempo rafforzate grazie alla figliastra Joanna Golabek e al figlio Ruben D’Anna, che ha preso le redini di quella che gli inquirenti ritengono una vera e propria associazione per delinquere.

A metà degli anni 2000, poi, scoppiato il boom dei “compro oro”, i 23 indagati avviarono numerosi punti vendita nelle zone nevralgiche di Genova utilizzandoli, tramite l’acquisto di oro usato, per riciclare gli enormi proventi derivanti dai reati messi atto. Il grande flusso di soldi, gestito da prestanome, è servito loro per mantenere un altissimo tenore di vita, anche palesemente ostentato attraverso l’acquisto di beni di lusso (barche, ville, macchine e appartamenti nei migliori quartieri di Genova). Insieme a D’Anna, sono stati arrestati il figlio Ruben, la figliastra Joanna Golabek, Emanuela Botto e Roberto Peragine.

Nell’ambito di questa vasta operazione, chiamata Dynasty, il valore dei beni sequestrati, mobili ed immobili, ammonta a circa 10 milioni di euro, in particolare 7 gioiellerie e compro oro; 34 conti correnti; 16 immobili; 11 auto e moto.

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